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Ex leader locale di Casapound diventa vicesindaco a Lucca. Proteste del Pd.

Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) – Il legame essenziale tra il settore sanitario e il territorio, due concetti strettamente collegati dal Pnrr e l’imminente apertura di 5 nuovi ospedali nel Lazio sono tra gli argomenti discussi nel corso del primo giorno di Welfair, la Fiera del fare Sanità, organizzata da Fiera Roma ed Experience – Fare Sanità in collaborazione con Ltm&Partners e IdeaGroup. Questa iniziativa, che si svolgerà per 3 giorni, riunisce i più importanti attori della sanità offrendo loro l’opportunità di confrontarsi, ampliare i loro orizzonti, conoscere e indirizzare le prospettive del Servizio sanitario nazionale.

Dopo i saluti istituzionali di Fabio Casasoli, amministratore unico Fiera Roma – come riportato in una nota – Pietro Piccinetti, vice presidente di Aefi, l’Associazione esposizioni e fiere italiane, ha sottolineato l’importanza strategica per le aziende di partecipare alle fiere. Ha ricordato come, secondo il rapporto Prometeia-Aefi, la crescita generata negli ultimi 10 anni dalle aziende che hanno partecipato alle manifestazioni fieristiche internazionali è stata quasi doppia rispetto al trend generale dei comparti di riferimento. Fabio De Lillo, direttore generale della Direzione regionale ‘Coordinamento delle attività strategiche delle spese farmaceutiche’ della Regione Lazio, ha annunciato l’imminente apertura di 5 nuovi ospedali – il nuovo Umberto Primo, Tiburtina, Latina, Rieti Acquapendente e l’Ospedale del Golfo – oltre al progetto di Roma Cardio Protetta con 350 nuove apparecchiature come defibrillatori di ultima generazione in grado di geolocalizzare immediatamente un paziente in difficoltà. L’obiettivo della Regione Lazio è quello di incentivare i medici a restare, in primo luogo attraverso un piano di assunzione da 665 milioni di euro che porterà in media un 17% in più di presenze nella sanità, con 14mila persone da qui al prossimo anno in tutti i settori sanitari, dagli operatori agli amministrativi, passando per medici, infermieri e tutte le professioni sanitarie.

Enzo Chilelli, Coordinatore del Comitato Scientifico di Welfair, ha ricordato: “L’obiettivo della manifestazione è proprio questo, ovvero rendere le buone pratiche esistenti come prassi consolidate. Inoltre, l’altro obiettivo principale è dimostrare che il nostro tessuto industriale nazionale può diventare in qualche modo un propulsore di sviluppo. I governi regionali devono affrontare sfide molto impegnative, dal nuovo piano sanitario internazionale al riordino della sanità integrativa, passando per l’accesso alla medicina di base, il Dm, il Pnrr e la sua applicazione. Discuteremo di tutto questo a Welfair 2024, sperando, senza presunzione, di trovare delle soluzioni”. Giovanni Scapagnini, neuroscienziato e Coordinatore scientifico di Welfair, ha parlato della prevenzione: “La prevenzione non ha mai generato un vero mercato e come tale non è mai stata adeguatamente promossa. Il problema oggi è quello di comunicare la buona scienza e le buone pratiche alla gente, perché la vera missione è influenzare la consapevolezza di ognuno di noi. In una società che invecchia è la cultura dell’invecchiamento che deve cambiare”.

Con le modifiche al ruolo e alla funzione del direttore generale – Dlgs 502/92 e al Dlgs 229/99 – si è aperto uno spazio in cui possono non solo mantenere, ma addirittura espandere la loro autonomia di scelta: l’ambito dell’innovazione organizzativa, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza territoriale e l’integrazione ospedale-territorio. Tra i numerosi direttori generali presenti al dibattito, è intervenuto anche Marco Mattei, capo di gabinetto del Ministero della Salute, che ha affrontato il tema della funzione organizzativa delle aziende e il ruolo delle direzioni generali, esprimendo la volontà del ministero di valorizzare il ruolo e le funzioni del direttore generale considerate strategiche per garantire la trasformazione organizzativa richiesta alle aziende dal Pnrr e dal dm 77.

Al vertice della Sanità del Comparto Difesa e sicurezza, protagonisti sono stati i medici che hanno affrontato temi come formazione, scuole di specializzazione, corsi di medicina generale e previdenza. La sanità militare e il comparto difesa e sicurezza rappresentano un’eccellenza della nostra sanità non solo come sostegno quotidiano, ma in prima linea negli scenari di crisi internazionale, a fianco delle persone come individui al di là della loro appartenenza.

Per quanto riguarda la gestione delle patologie croniche in Italia, la recente bozza del Piano nazionale della cronicità 2022 – si è ricordato – rappresenta un passo significativo verso un approccio più integrato ed efficace che promuove la prevenzione, la diagnosi precoce, la continuità delle cure e l’adozione di tecnologie innovative come la sanità digitale e la telemedicina. Solo per citare alcuni dati: su circa 4 milioni di non autosufficienti, 1 milione si affida a un badante, 300.000 sono nelle Rsa, 1 milione e mezzo ha l’indennità di accompagnamento (senza che si sappia come viene realmente spesa), mentre 2 milioni e mezzo di soggetti non ricevono servizi perché non appartengono a nessun flusso. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere anche loro, in primo luogo utilizzando il territorio, con il contributo fondamentale che può arrivare dai comuni. Un filo conduttore che collega il centro alla periferia mediante l’educazione terapeutica, partendo dagli studi nella pratica, dalle esperienze del medico, alle esigenze del paziente. Nel tavolo ‘Update on scientific approach to Healthy aging’, coordinato dal professor Salvatore Di Somma, professore di Medicina Interna e direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza dell’Università Sapienza di Roma, si è discusso del ‘segreto’ della longevità del Cilento, regione in cui gli anziani sono biologicamente molto più giovani rispetto ad altre. Malattie frequenti negli anziani come l’infarto miocardico o il cancro sono molto rare, la demenza senile, in particolare l’Alzheimer, è praticamente sconosciuta e nessuno ha mai avuto problemi di depressione o ansia.

Lo studio “Ciao” (C.ilento I.nitiative on A.ging O.utcomes), un progetto che coinvolge le Università di San Diego California Usa, Sapienza di Roma, Lund di Malmoe Svezia, Waltraut Bergmann Stiftung di Berlino e il Great Italy (Global Research on Acute Conditions team), sta indagando sulla questione. La ricerca per identificare il ‘fattore X’ (in particolare gli elementi nutrizionali) che rende questa longevità in salute possibile è ancora in corso, ma il candidato numero uno sembra essere l’olio extravergine di oliva del Cilento. E ancora, in un paese come l’Italia in cui i 2/3 degli ospedali sono stati costruiti negli anni ’40, ha senso chiedersi come sarà l’ospedale del futuro, che dovrà contribuire anche a ridisegnare l’Ssn nel suo complesso. Per questo sarà intelligente – con interconnessione dei dati, telemedicina, assistenza a distanza, robotica, automazione, come l’Humanitas di Rozzano – e verde. Gli ospedali saranno quindi poco energivori e poco inquinanti: a questo proposito, si pensi che le strutture sanitarie sono responsabili del 5% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Come fa già oggi il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, è necessario pensare all’analisi dei consumi, a come migliorare il ciclo dei rifiuti, il 50% dei quali proviene dalle sale operatorie. In prospettiva, sarà addirittura un ospedale ‘senza mura’, poiché la maggior parte delle prestazioni si svolgerà a domicilio, mentre la struttura sanitaria sarà destinata solo alle urgenze. Sarà costruito con materiali innovativi, ad esempio antibatterici o antivirali, per ridurre le infezioni.

È stato dedicato uno spazio particolare al Fse, uno strumento potente che permette di semplificare numerosi processi burocratici e di garantire una maggiore qualità delle prestazioni mediche fornite. Per l’applicazione pratica dell’attuazione del Fse, ci sono due sfide. La prima è la protezione della privacy relativa ai dati raccolti e la seconda riguarda il consenso che le persone devono rilasciare per consultare il fascicolo. Al momento, la percentuale di coloro che consultano il Fse è molto bassa e c’è pochissima informazione anche da parte degli operatori medici. Attualmente, la compilazione del Fse da parte dei medici è obbligatoria, ma non è prevista alcuna sanzione se la compilazione non viene effettuata. Ciò verso cui dobbiamo puntare è una vera e propria digitalizzazione, di cui il primo promotore sarà Agenas. Il secondo, e non meno importante, passo sarà avviare un processo di formazione per preparare medici e popolazione.

Oggi si è anche svolta la cerimonia di consegna della prima edizione del Premio Michele Leonardo Lo Tufo, un prestigioso riconoscimento intitolato a una figura di spicco nella pubblica amministrazione e nell’innovazione sanitaria. I riconoscimenti sono stati assegnati all’Ospedale Niguarda, a Daniela Donetti, Direttrice Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma, e a Giuseppe Quintavalle, Commissario Straordinario della ASL Roma 1, a Soresa per il progetto Sinfonia e alla ricercatrice e immunologa Chiara Agrati.

2024-11-05 19:32:00