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Un impianto sottocute per curare il Parkinson

Si chiama infusione sottocutanea continua il trattamento innovativo per somministrare la levodopa, praticato su due pazienti toscani

LUCCA — Parkinson: il progresso terapeutico è in Toscana. All’ospedale San Luca di Lucca, la neurologia, guidata dal dottor Marco Vista, ha per la prima volta effettuato un trattamento che prevede un impianto sottocutaneo per l’infusione sottocutanea continua, 24 ore al giorno, di levodopa, un amminoacido utilizzato per curare questa patologia, che è tuttora il gold standard della terapia per tali casi.

Il trattamento rappresenta un notevole passo avanti per i pazienti affetti da malattia di Parkinson, e l’impianto sottocutaneo per l’amministrazione di questo farmaco è stato per la prima volta effettuato a Lucca martedì scorso, su due pazienti in fase avanzata della malattia, come parte del servizio ambulatoriale per i disturbi del movimento. 

Il lavoro specifico è stato gestito dalle dottoresse Martina Giuntini e Stefania Salvetti e dall’infermiera Sonia Salvestrini.

Le dottoresse e l'infermiera che hanno gestito l'attività

Le dottoresse e l’infermiera che hanno gestito l’attività

Il Parkinson è una delle malattie neurodegenerative più diffuse e colpisce circa 6,1 milioni di persone nel mondo. In Italia si stimano oltre 300mila persone, un numero che si prevede raddoppierà entro il 2050. Si tratta di una patologia complessa caratterizzata da tremore, rigidità muscolare, lentezza dei movimenti e difficoltà di equilibrio.

Dal Marzo 2024 è disponibile anche in Italia una nuova modalità di somministrazione della Levodopa, nei casi di malattia di Parkinson, quando le combinazioni di farmaci disponibili non hanno dato risultati soddisfacenti. Si tratta della prima e unica terapia a base di foslevodopa/foscarbidopa in infusione sottocutanea a somministrazione continua, che può aiutare i pazienti a prolungare il periodo in cui i sintomi sono ben controllati, generalmente definito come stato di “On”.

Marco Vista

Il dottor Marco Vista

Lo sviluppo della nuova combinazione a base di foslevodopa/foscarbidopa è stato supportato da due studi di Fase 3: uno studio della durata di 12 mesi che ha valutato la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia a lungo termine dell’infusione sottocutanea continua, e uno studio della durata di 12 settimane che ha confrontato l’efficacia e la sicurezza della combinazione foslevodopa/foscarbidopa con la levodopa/carbidopa orale.

Questo rappresenta un importante progresso per tutte le persone affette dalla malattia di Parkinson, che storicamente hanno avuto opzioni di trattamento limitate: quando il trattamento orale non è più sufficiente a migliorare le fluttuazioni motorie, i pazienti hanno bisogno di opzioni alternative e questo tipo di terapia con infusione sottocutanea, che offre quindi un controllo stabile dei sintomi della malattia di Parkinson in fase avanzata, risponde a questa esigenza.

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2024-12-20 08:25:00