
L’obiettivo dell’associazione culturale Ponte è quello di dare valore a tutte le testimonianze che rappresentano la civiltà contadina del passato attraverso pubblicazioni, mostre e quanto ritenuto necessario per trasmettere la loro memoria.
La mostra iconografica, allestita al museo Athena di Capannori, intitolata Presepi e… Capannelle, mira a ricordare come la rappresentazione della natività nel passato recente fosse chiamata Capannelle, sostituito in seguito dal termine Presepio.
Esibite sono una serie di rappresentazioni della natività molto variegate, dove la fantasia dell’autore ha utilizzato materiali diversi e originali. L’associazione Ponte, in collaborazione con i ragazzi del progetto borsa lavoro Anffass, finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio e dal comune di Capannori, ha voluto riproporre Le Capannelle. Questo salto nel passato segue dei criteri specifici per la realizzazione.
In una stanza, in un angolo, su un tavolo o su una superficie improvvisata, si cercava di realizzare al meglio la rappresentazione della natività. Sullo sfondo, a coprire la parete, veniva posizionata una fitta siepe verde composta da rami di stipa, agrifoglio, corbezzolo, pino, alloro e, a volte, qualche rametto d’ulivo. Con ceppi di legno, scelti per l’occasione, si cercava di riprodurre le colline e le montagne, rifacendosi al paesaggio che ci circonda con i contorni dei monti Pisani o delle Pizzorne. Sulle colline così costruite veniva posto del muschio (borraccina) per renderle più realistiche, rappresentando la parte coltivata e, sulle cime più alte, a volte, un po’ di farina per creare l’effetto neve. Per il muschio e la verdura, si andava sulle colline in bicicletta con una borsa, dove nel bosco si trovava tutto il necessario per arricchire le capannelle. La grotta, di solito nell’angolo, era fatta con un ceppo scelto con particolare attenzione, doveva avere un incavo. Era consuetudine conservarlo, anno dopo anno, per ospitare al suo interno l’evento più importante, la nascita del bambino Gesù. Di solito la statuina del bambino veniva collocata nel suo lettino di paglia nella sera del 24, prima di andare alla messa di mezzanotte.
Il paesaggio in cui si svolgeva la scena era quello familiare. La regola prevedeva che ci fossero dei sentieri di ghiaia, che partivano dall’esterno e convergevano verso la grotta, su cui avrebbero viaggiato i personaggi che si recavano ad adorare il Santo Bambino. Un lago era di solito rappresentato da uno specchio, mentre la segatura rappresentava il deserto che avrebbe visto passare i re magi accompagnati da un cammelliere. Nei giorni precedenti l’Epifania, i personaggi si avvicinavano alla grotta dove avrebbero reso omaggio al divino bambino. Alcune palme nel deserto aggiungevano un tocco esotico a un paesaggio insolito. Non poteva mancare un ponticello, che sovrastava un rigagnolo, che partiva dalle colline e si riversava nel laghetto. Una costante era il castello di Erode.
Era ora il momento di collocare i personaggi, tutti in viaggio verso la grotta, pastori, pastorelle e tutta una miscellanea di figure umane che, lasciando le loro attività quotidiane, si recavano a rendere omaggio al Re dei Cieli.
L’associazione culturale Ponte con i ragazzi del progetto borsa lavoro (Nicola Bolognesi, Samuel Bulla, Arianna Fagnani, Irene Maionchi, Andrea Pierottello) hanno realizzato le capannelle. I ragazzi hanno proposto la creazione delle statuine, come vengono chiamati i personaggi che animano le Capannelle, tappi di sughero e bottiglie abilmente rivestite che fanno bella mostra di sé nell’ambiente del museo Athena.
Inoltre, nelle stanze al piano terra del museo, c’è un’interessantissima mostra iconografica intitolata Presepi e … Capannelle che ha come soggetto la Natività, con l’esposizione di belle immagini devozionali, molte delle quali sono di produzione locale.
La mostra resterà aperta fino al 7 gennaio. Orario di visita: martedì 9-13, giovedì 9-13, venerdì1 3-19, sabato 10-13, 16-19. Ingresso libero.
2024-12-29 12:08:25