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Rifiuti, approvato il piano regionale dell’economia circolare

Con il voto del Consiglio Regionale Toscano, è stato definitivamente approvato il Piano Regionale dell’Economia Circolare (PREC) – Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e Bonifiche dei Siti Inquinati, il principale strumento di orientamento, programmazione e implementazione per la gestione del ciclo dei rifiuti.

“In questa legislatura – dichiara il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – abbiamo già completato i lavori e inaugurato importanti impianti come quello di Montespertoli, Asciano, Terranuova Bracciolini e Peccioli; adesso, con l’approvazione del Piano Regionale dell’Economia Circolare – Piano dei Rifiuti, siamo in grado di attingere a 50 milioni di euro di finanziamenti PNRR, permettendoci di realizzare, nel corso di questa legislatura, l’intervento più massiccio e concreto nella gestione dei rifiuti che la Toscana abbia visto negli ultimi decenni.

“La Regione – aggiunge il presidente – ha affrontato la sfida della sostenibilità attraverso un piano che ottimizza il recupero di materiali dai rifiuti e minimizza i residui. Questo sarà possibile grazie a 19 nuovi impianti, alcuni già realizzati e altri in fase di costruzione, che si occupano del riciclo di rifiuti tessili e di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), fino a piattaforme più complesse come quella di Scarlino, che risponderà alle esigenze del distretto cartario di Lucca gestendo il pulper, o l’ossidatore termico previsto a Peccioli, destinato a diventare uno degli impianti più innovativi per chiudere il ciclo dei rifiuti e superare progressivamente le discariche”.

“Grazie a questo patrimonio di progetti – conclude Giani – saremo in grado di raggiungere gli obiettivi comunitari di ridurre del 10% i rifiuti inviati in discarica e aumentare progressivamente la percentuale di riciclo dei materiali al 65% entro il 2030. Oggi vediamo il risultato di un lavoro che ha posto al centro la collaborazione istituzionale e l’innovazione tecnologica, stabilendo anche l’applicazione dei principi generali di protezione dell’ambiente e della salute per i rifiuti speciali, prestando particolare attenzione al tema della legalità e del controllo”.

Esprime la sua soddisfazione l’Assessora Regionale all’Ambiente Monia Monni per il risultato raggiunto. “Dopo un lavoro di 3 anni e 4 mesi – ha dichiarato, ricordando l’inizio del processo nel settembre 2021 e l’eccezionale percorso di ascolto e coinvolgimento che abbiamo intrapreso – la Toscana ha approvato il suo primo Piano Regionale dell’Economia Circolare. Con il voto di oggi manteniamo l’impegno che avevamo preso in campagna elettorale con i cittadini toscani, realizzando così un obiettivo primario della legislatura”.

“I cittadini – spiega Monni – con il loro voto nel 2020 ci hanno chiesto di seguire un percorso concreto di sostenibilità, che mirasse a orientare il sistema di gestione dei rifiuti verso politiche di riduzione e riutilizzo, nonché di sviluppo di una rete completa di impianti di riciclo e recupero per raggiungere seriamente l’obiettivo di ridurre i rifiuti inviati in discarica. Oggi consegniamo ai cittadini toscani non solo uno strumento strategico che traccia con chiarezza e determinazione questo percorso, ma lo rendiamo ancor più concreto, presentando a questo stadio del dibattito politico 19 nuovi impianti di riciclo e recupero in fase di realizzazione e autorizzazione, a cui si aggiungono quelli di digestione anaerobica per il recupero degli scarti organici, che ci permettono di bloccare concretamente un’exportazione di rifiuti dalla Toscana pari a 160.000 tonnellate all’anno. Questa è una svolta radicale e strategica, nel segno della conversione ecologica che vogliamo realizzare per la Toscana”.

“L’approvazione del Piano – prosegue l’assessora – è il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto l’intero territorio regionale e segna un punto di partenza avanzato che ora richiede a ciascuno di assumersi le proprie responsabilità. Istituzioni a tutti i livelli, forze economiche e sociali, mondo del terzo settore, cittadini singoli e associati. L’economia circolare non può esistere senza il pieno e convinto coinvolgimento dei territori e per questo motivo sarà necessario ora non girarsi dall’altra parte, barricandosi dietro un “no a tutto”, ma piuttosto dobbiamo assumerci l’onere di affrontare ciascuno un pezzo del problema. Con la consapevolezza, come ha efficacemente riassunto Legambiente, che per avere zero rifiuti servono mille impianti”.

Monni ricorda inoltre le finalità “di questo primo piano regionale dell’economia circolare, che si articola su tre dimensioni. Quella industriale, perché puntiamo verso una filiera innovativa di trattamento, che si alimenta di materiali riciclati e recuperati e che guarda alle operazioni ambientalmente più virtuose in termini di trattamento. Quella sociale, perché da un lato puntare sul riutilizzo significa attivare straordinarie forme di economia collaborativa e dall’altro lato sviluppare una rete complessa di impianti significa stimolare la creazione di nuovi e più stabili posti di lavoro. C’è poi la dimensione della legalità che per la prima volta trova spazio in un atto di pianificazione in materia di rifiuti, ma abbiamo ritenuto indispensabile identificare azioni vincolanti per potenziare il più possibile i nostri anticorpi contro i tentativi di infiltrazione che ancora interessano il delicato e complesso settore dei rifiuti in ogni parte d’Italia”.

“Questo piano – conclude l’assessora – è anche lo strumento che concretizza il lavoro complesso e non semplice sul tema delle bonifiche, che in Toscana comprendono siti di elevata complessità, ma che vede anche la convinzione dell’amministrazione regionale di voler sanare ferite dolorose, restituendo pezzi di territorio agli usi legittimi”.

In seguito all’Avviso Pubblico del 2021, la Regione Toscana ha ricevuto 41 proposte impiantistiche, delle quali 39 sono state giudicate coerenti. Di queste, 12 sono già state realizzate o sono in corso di realizzazione, mentre per altri 7 impianti sono in corso le procedure di autorizzazione.

Realizzati o in fase di realizzazione

1) Rugi Srl – Colle Val d’Elsa: impianto di selezione meccanica/manuale.

2) AISA – Arezzo: impianto di selezione e valorizzazione imballaggi

3) Acea Ambiente – Monterotondo Marittimo: impianto di digestione anaerobica

4) Sienambiente – Asciano: impianto di digestione anaerobica FORSU e scarti ligneocellulosici

5) Reti Ambiente – Massarosa: impianto di valorizzazione degli imballaggi

6) Futura – Grosseto località Strillaie: nuova linea di digestione anaerobica

7) Alia – Firenze: impianto di trattamento Raee

8) Iren – Scarlino: polo tecnologico composto da tre impianti, uno per il trattamento di pulper di cartiera e scarti in plastica eterogenea plasmix

9) TB spa – Terranuova Bracciolini: impianto di valorizzazione Raee

10) Reti Ambiente – Massa: impianto di digestione anaerobica

11) Alia – Prato: impianto per la selezione delle frazioni tessili

12) AER – Selvapiana: impianto di produzione biometano da Forsu

In fase di autorizzazione

1) Revet – Pontedera: interventi di efficientamento e potenziamento degli impianti di selezione e riciclo plastiche;

2) Ascit – Capannori: impianti di selezione rifiuti tessili


3) Reteambiente – Peccioli: impianto di ossicombustione; ossicombustore

4) Vetro Revet – Empoli: impianti di trattamento rifiuti di vetro urbani;

5) Retiambiente – Massarosa: impianto di valorizzazione imballaggi carta e cartone;


6) Ascit – Capannori: impianto di trattamento e recupero di prodotti assorbenti ad uso personale;-


7) RetiAmbiente – Cecina: impianto di trattamento dei rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade e dalla pulizia delle spiagge (Posidonia spiaggiata).

Inoltre, sono già stati realizzati, al di fuori dell’avviso pubblico, due impianti di biodigestione anaerobica che consentiranno di trattare la frazione organica in Toscana, evitando il suo trasporto fuori dai confini regionali:

2025-01-16 23:18:00