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Le oltre cento chiese di Lucca. Un patrimonio da conservare tra mille difficoltà e poche risorse

Lucca, 19 gennaio 2025 – Dei 142 edifici religiosi che un tempo erano presenti nel centro storico di Lucca, circa sessanta sono stati demoliti, 45 hanno cambiato destinazione d’uso e gli ulteriori 40 rimasti sono suddivisi tra diverse proprietà. Naturalmente, alcuni di questi edifici appartengono all’Arcidiocesi, mentre altri sono di proprietà del Comune di Lucca, della Provincia di Lucca, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca o, come nel caso di Santa Maria Corteorlandini, del Ministero dell’Interno.

La manutenzione di questi edifici comporta costi elevati, spesso sovvenzionati da bandi della Fondazione Cassa di Risparmio, che per il triennio 2024-2026 ha assegnato ben 5.280.000 euro per interventi sui beni culturali, di cui circa la metà destinata alle chiese del territorio provinciale lucchese. Si tratta, però, di una cifra improponibile se si considerano tutte le necessità.

Ci sono infatti chiese che necessitano di lavori strutturali a causa di forme di degrado statico delle strutture portanti, dei tetti o dei campanili. Senza dimenticare l’inevitabile invecchiamento, le avverse condizioni meteorologiche o i terremoti, che possono causare danni anche alle opere d’arte interne ed esterne.

Oltre alla chiesa di Santa Maria Corteorlandini che è chiusa dal venerdì a parte la celebrazione eucaristica, che avviene tutti i giorni nell’oratorio della Madonna della Neve, si trovano ponteggi e strutture di cantiere in due chiese aperte al culto. Nella cattedrale di San Martino il cantiere riguarda la cappella di Matteo Civitali, mentre nel transetto nord della stessa chiesa prosegue il restauro del Volto Santo. Anche nella chiesa di Santa Maria Forisportam ci sono ponteggi da diversi anni all’interno della prima navata nord.

Negli ultimi due anni sono state effettuate anche indagini sulla chiesa e il campanile di San Michele in preparazione di un progetto di restauro completo. Questo ha riguardato studi geognostici, geofisici e di laboratorio, nonché l’analisi delle superfici lapidee interne ed esterne, con l’obiettivo di rendere il campanile accessibile al pubblico.

Un sostegno decisivo alla copertura dei costi di manutenzione e restauro può arrivare dalla vendita di biglietti d’ingresso. L’introduzione del prezzo del biglietto nelle chiese di San Martino, San Giovanni e Reparata e San Frediano è già una realtà da anni. Mentre molto resta da fare in termini di potenziali musei legati alle chiese monumentali.

In conclusione, si può dire che esiste una precisa necessità di proteggere le opere d’arte custodite nelle chiese lucchesi, soprattutto considerando che molte chiese sono ormai chiuse al culto a causa della mancanza di sacerdoti o diaconi. Dopo i primi finanziamenti Fio degli anni ’90, è seguito un secondo finanziamento, con fondi provenienti dalla legge sui proventi del gioco del lotto, tra il 1998 e il 2001, sempre con l’obiettivo di restaurare parte dell’ex Real Collegio destinato ad ospitare il museo diocesano di arte sacra.

2025-01-19 04:15:00