

Il Procuratore del tribunale di Cagliari ha presentato una richiesta, che è stata accolta, a causa del rischio di riattivazione dei legami criminali sul territorio
La decisione sul la custodia cautelare ed il confino a domicilio a Capannori, in attesa del giudizio, per un 64enne di Napoli accusato di associazione per delinquere con l’intento di riciclare a livello internazionale i proventi del traffico di droga, tornerà in appello.
L’uomo è al momento in confino a domicilio a Capannori, nella casa di un parente, ma il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cagliari si è rivolto alla Cassazione per fare appello all’ordinanza a causa di un presunto vizio motivazionale nella scelta di assegnare gli arresti domiciliari, nonostante la conferma di gravi indizi di colpevolezza. Un parente dell’uomo lavora in una banca locale, la quale, secondo le indagini, è stata utilizzata per l’apertura di conti correnti e investimenti finanziari, elementi “utili allo svolgimento delle attività criminali dell’associazione”, come si legge nella sentenza.
Secondo il procuratore, la presenza di molti dei parenti dell’uomo nel territorio potrebbe anche aumentare il rischio di recidiva del reato.
Anche l’imputato ha presentato un ricorso in cassazione per presunta violazione della legge, in quanto il tribunale non avrebbe tenuto conto della decisione del tribunale di riesame di Napoli, che aveva revocato i divieti di uscita, ritenendo non sussistente il rischio di recidiva e non avendo fornito alcuna motivazione in merito alla richiesta di applicazione degli arresti domiciliari in Germania.
La Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal Procuratore Pubblico. “LaCorte sostiene,” si legge nella sentenza, “che l’argomento utilizzato è contraddittorio, e basato su una valutazione non completa dell’insieme di indizi.” In particolare, oltre alla conferma dei gravi indizi a carico dell’indagato e al fatto che il riciclaggio sarebbe proseguito almeno fino al 2023, la Cassazione critica “la scelta del “luogo” di detenzione domiciliare, che “non sembra aver preso in considerazione la possibilità reale di riattivazione dei contatti criminali con gli altri membri dell’associazione”.
“In sintesi, la Corte ritiene – questo è il motivo dell’annullamento – che l’ordinanza contestata debba essere annullata in accoglimento del ricorso del pubblico ministero, affinché, in sede di giudizio di rinvio, venga riesaminato il quadro di contenzioso, con una nuova valutazione del pericolo di reiterazione del reato, tenendo anche conto della prolungata attività criminale fino al 2023, e dell’adeguatezza della misura cautelare”.
Il ricorso presentato nell’interesse dell’indagato, tuttavia, è stato respinto in quanto infondato. L’irrilevanza della decisione del tribunale di riesame di Napoli. In quanto alla mancata applicazione del confino a domicilio in Germania, ciò è legato alla rinuncia implicita al momento della richiesta di applicare l’arresto a Capannori.
Quindi, in questo senso, l’imputato dovrà pagare le spese legali.
2025-03-10 10:26:00