
No all’ipotesi di spostare la sede della Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest dal suo storico edificio di Corte Campana. Questo è quanto afferma Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa Carrara in una nota, dopo che nelle ultime settimane la possibilità di trasferimento è diventata più concreta e qualche modo ufficializzata dallo stesso presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini sul nostro giornale.
“Il nostro desiderio – si legge nella nota di Confcommercio – è che si trovi un modo per evitare questo spostamento. Questo è importante non solo per il simbolismo che la sede di Corte Campana rappresenta per tutti gli imprenditori che la frequentano e l’hanno frequentata nel corso degli anni, ma anche per gli abitanti di Lucca”. Se fosse davvero inevitabile – dobbiamo ricordare che l’edificio ha un problema di stabilità che richiederebbe ingenti costi di ristrutturazione, circa 10 milioni di euro – la Confcommercio spera che almeno la sede rimanga nel centro storico. Questo per varie ragioni, non da ultimo il fatto che Lucca è sede di una delle camere di commercio più antiche d’Italia, fondata addirittura nel 1182, la cui sede è sempre stata all’interno delle mura cittadine.
“Se lo spostamento dovesse diventare obbligatorio – continua Confcommercio – il nostro auspicio è quello di mantenere la sede nel centro storico. La nostra richiesta è motivata da vari fattori: in primo luogo, tutte le principali città italiane ospitano la sede della loro Camera di Commercio nel centro, conferendole il prestigio che un ente di questo tipo merita. Inoltre, il commercio del centro storico di Lucca sta attraversando una crisi evidente, che deve essere contrastata e non aggravata dalla perdita di una funzione fondamentale che impoverirebbe ancor più il tessuto sociale del centro”.
Nelle ultime settimane, il presidente della Camera di Commercio Tamburini, aveva confermato sul nostro giornale che la discussione sul trasloco della sede è in corso. “Ne stiamo discutendo – aveva spiegato – abbiamo dovuto mettere in atto un processo che non ci permette di mantenere il personale nel luogo in cui si trovava prima e che ha comportato anche alcuni trasferimenti a causa dei problemi di stabilità dell’edificio. Dobbiamo decidere se eseguire i lavori, che costerebbero circa 10 milioni di euro, o vendere l’edificio e trasferirci in un altro luogo. L’idea di intraprendere lavori così ingenti collide anche con la necessità di trovare un alloggio temporaneo per la durata degli stessi, probabilmente tre anni”.
Fabrizio Vincenti
2025-04-24 05:57:00