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rewrite this title in Italian Il nuovo Papa arriva dagli Stati Uniti, si chiamerà Leone XIV

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I 133 cardinali da ieri 7 maggio riuniti nella Cappella Sistina ci hanno messo solo 4 scrutini per eleggere il 267esimo successore di Pietro, entrato cardinale e uscito Papa in tempi brevi, nella volontà di ridare alla Chiesa una guida, in un tempo non proprio di pace. Segno di una Chiesa che ha voglia di camminare insieme.

Il fumo bianco è stato accolto da un grido di festa, mentre si stagliava sul cielo azzurro di piazza San Pietro. Una piazza già piena prima della fumata, ma gremita in pochi minuti per attendere il saluto del nuovo Papa, accolto dalle bandiere con i colori di tutto il mondo e dalle voci di ogni lingua. Appena terminato il cerimoniale, la Chiesa di tutto il mondo potrà ricevere la benedizione del suo nuovo papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, americano di Chicago.

Dopo Francesco, preso dal Sud, lo Spirito Santo pesca di nuovo nel nuovo Continente. Per la prima volta al Nord.

L’arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti, ha appreso della fumata bianca durante la Visita pastorale che in questi giorni sta svolgendo nella Comunità di Capannori centro (comprendente le frazioni di Lunata, Paganico Tempagnano e Capannori), guidata dai parroci don Alex Martinelli e don Michele Fabbrini. Ha per questo interrotto momentaneamente alcune attività, per assistere all’Habemus Papam.

“Condividiamo la gioia di tutta la Chiesa per l’elezione del nuovo Papa”, ha dichiarato Giulietti dopo aver ascoltato le prime parole del nuovo Pontefice. Poi ha aggiunto: “Intanto da perugino non posso non ricordare che l’ultimo Papa che si è chiamato Leone è stato arcivescovo di Perugia, Gioacchino Pecci, poi appunto Papa Leone XIII. C’è nella scelta del nuovo Papa, un richiamo a un Pontefice sociale, quello della Rerum novarum ma anche dello Spirito Santo. Non dobbiamo dimenticare, e qui c’è il legame con Lucca, che Papa Leone XIII ebbe una corrispondenza con Santa Elena Guerra e scrisse l’Enciclica sullo Spirito Santo. Direi quindi che c’è una gioia particolare di noi, come Chiesa di Lucca, di me, come vescovo di Lucca, nell’accogliere il nuovo Papa, Leone XIV. Gli auguriamo, assieme a tutta la Chiesa, di camminare sulle vie che il suo predecessore ha tracciato. Che sono le vie di una Chiesa attenta al mondo e di una Chiesa aperta all’azione dello Spirito Santo”.

“Penso davvero – ha continuato l’arcivescovo – che questo nome sia di buon auspicio, per queste due dimensioni che Papa Francesco ha consegnato: l’attenzione al mondo, a partire dalla pace, e l’affidamento alla guida docile dello Spirito Santo che ci porta su vie nuove e inaspettate. Come inaspettata per tanti è stata questa elezione, perché in pochi lo conoscevano, anche se era tra i papabili. Del resto – ha concluso Giulietti – come spesso accade, lo Spirito Santo ci sorprende e sorprendendoci ci fa capire che la Chiesa la guida lui, su strade che noi dobbiamo docilmente scoprire e seguire”.

Mentre la Visita pastorale proseguirà regolarmente, il sito della diocesi di Lucca ha informato prontamente, fedeli e non, del lutto per la morte di Papa Francesco e del Conclave. Infine ha trasmesso in diretta l’Habemus Papam, come 12 anni fa per l’elezione di Bergoglio. In particolare grazie all’ufficio liturgico il sito ha diffuso indicazioni anche per le celebrazioni. Con giovedì 8 maggio, con l’elezione di Papa Leone XIV, 267e vescovo di Roma, la Sede apostolica non è più vacante.

Fra i primi commenti quello del sindaco, Mario Pardini: “Leone XIV è il nostro nuovo Papa. L’elezione di un Pontefice è un evento che parla al mondo intero. Le prime parole di Sua Santità sono state per la Pace. Spero che siano un’ispirazione per tutti”.

“Esprimo una grande gioia per il nuovo Papa”. Così il presidente Eugenio Giani alla notizia dell’elezione di Papa Robert Francis Prevost, Leone XIV. “Un’emozione sentire dal mio ufficio le campane della Cattedrale di Santa Maria del Fiore suonare a festa per annunciare la fumata bianca, perché l’elezione del nuovo Pontefice è un momento significativo per tutti, credenti e non credenti.  Questa elezione arriva in un contesto geopolitico molto difficile. Sono certo che Papa Leone XIV, primo Papa statunitense della storia, saprà dare il proprio alto contributo alla causa della pace e dell’amicizia tra i popoli. Particolarmente ricco di significato il primo augurio di pace universale, di pace disarmata, che ha voluto rivolgere a tutti i popoli. Il nuovo Papa rappresenterà una nuova voce di speranza e un punto di riferimento per milioni di persone nel mondo. Un dono per la comunità cristiana, ma anche per l’umanità intera. Come toscani porgiamo al Pontefice i migliori auguri di un magistero aperto e ricco di significato”.

“La Chiesa ha scelto la sua nuova guida. Congratulazioni a Sua Santità Robert Francis Prevost, Papa Leone XIV”. Così il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo, subito dopo l’elezione al soglio pontificio di Papa Prevost. “È il primo Pontefice nordamericano della storia – continua Mazzeo – e raccoglie un’eredità straordinaria come quella di Papa Francesco che ha aperto le porte della Chiesa al mondo, abbracciando i più fragili, dialogando con tutti, costruendo ponti dove c’erano muri. Ho trovato bello e significativo che proprio a Papa Francesco abbia dedicato le sue prime parole rivolgendosi alla Piazza San Pietro gremita: ‘Serve una pace disarmata e disarmante. E serve una Chiesa vicina alle persone che soffrono’. In un mondo dilaniato dai conflitti e scenari internazionali sempre più drammatici, sarà un compito difficilissimo ma ne abbiamo straordinariamente bisogno”.

“Accogliamo con fiducia l’elezione di Papa Leone XIV che, siamo certi, saprà guidare la Chiesa con equilibrio e giustizia. La sua esperienza di missionario sarà importante per un’umanità che ha bisogno di compassione, solidarietà e pace”. A dirlo è Andrea Ceccherini, presidente del Coordinamento delle Misericordie dell’Area Fiorentina.

“Ha mostrato al mondo che la cura non è solo tecnica, ma è relazione umana. Da medico e da cattolico, ho sempre sentito nelle parole di Papa Francesco un’eco profonda del nostro compito quotidiano: prendersi cura non significa solo guarire, ma accompagnare, accogliere, condividere”. A dirlo è Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Firenze, ricordando la figura del Pontefice nel giorno della sua scomparsa.

“Il Santo Padre ha parlato al mondo sanitario con lucidità e sensibilità, richiamando con forza l’urgenza di rimettere al centro la persona e non solo la malattia. Il suo insegnamento sull’accesso alle cure, sulla tutela dei più fragili, sulla medicina come servizio e vocazione, resta per tutti noi un riferimento imprescindibile”, aggiunge Dattolo.

“Anche quando le posizioni non coincidevano pienamente Papa Francesco ha saputo indicare una strada che unisce e non divide. Il suo messaggio è sempre stato di dialogo, compassione e profondità morale. Oggi il mondo perde un grande uomo, e noi medici perdiamo un punto di riferimento prezioso”, conclude Dattolo.

Tra le prime parole pronunciate dal nuovo Papa Leone XIV colpisce l’invito a costruire ponti con ‘dialoghi, incontri per essere un solo popolo in pace’. È quello di cui c’è bisogno in questo momento storico”. A dirlo è Alberto Grilli, presidente di Confcooperative Toscana.

2025-05-08 18:45:00