
“Emozionate, commosse, felici. Non pensavamo che saremmo state le prime”. Glenda e Isabella, sposate e madri di una bambina di tre anni e un bambino di due, oggi festeggiano la sentenza della Consulta che dichiara incostituzionale il divieto alla madre intenzionale di riconoscere come proprio il figlio nato in Italia da procreazione medicalmente assistita (pma) legittimamente praticata all’estero. Una figlia riconosciuta, l’altro no perché nato il 3 aprile 2023, un mese dopo la circolare del ministro dell’Interno Piantedosi, il primo caso a Lucca che ne vietava il riconoscimento. “Inaccettabile”, per le due madri.
“Abbiamo avuto dei timori – spiega Isabella, mentre riceve una pletora di messaggi di auguri da parenti e amici – Dal punto di vista sanitario perché io sono la madre intenzionale e se sono solo io con il piccolo non vengo riconosciuta dal personale sanitario; a livello ereditario nel caso in cui la madre biologica dovesse venire a mancare, ma anche nel caso in cui la coppia dovesse decidere di separarsi. Non abbiamo mai incontrato alcuna ostilità, ma anche il semplice fatto di andare a prendere mio figlio a scuola avrebbe potuto rappresentare un problema. È stato un calvario ma ne è valsa la pena”.
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2025-05-22 12:52:00