
“Cercando di interpretare questa svolta dell’amministrazione comunale porcarese, divenuta improvvisamente protagonista della sospensione dell’installazione del pannolificio a Salanetti, inclino verso il giudizio e la valutazione fatti dagli esponenti del gruppo consiliare La Porcari che Vogliamo, vale a dire un ravvedimento tattico, troppo tardivo, utile solo a cercare di recuperare terreno nei confronti di una intera comunità tenuta troppo a lungo all’oscuro”. Queste le parole di Vittorio Fantozzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio regionale della Toscana.
“Chi avesse assistito all’incontro pubblico di martedì sera, come me – continua – avrebbe facilmente notato come alla fine della serata, aldilà degli applausi di cortesia, i mormorii e i volti raccontino di una platea di persone serie, come le avrebbe chiamate Giuseppe Prezzolini, ovvero di gente inturgidita che non ha affatto creduto alla sofisticata lezione del sindaco basata su diapositive e mancati colpi di scena, dove tutti i passaggi sono stati ripercorsi tranne quelli politici ed economici che, prima ancora degli aspetti tecnici che chiudono il mio intervento, sono i veri snodi nella storia dell’impianto che si vuole realizzare. Qualunque cosa si dica, anzi non si è detto nulla, quel progetto non sgorga all’improvviso dal Rogio né nasce orfano, ma ha chiare origini politiche, precisamente in casa del Pd lucchese, lo stesso che con le modifiche introdotte al momento dell’adozione del piano rifiuti ha reso ancora più facile la realizzazione dell’impianto, in tutta la Toscana, riducendo la distanza dai centri abitati”.
“Mi dispiace fare queste affermazioni, per chi come me, residente nella Piana, ha seguito e continua a seguire con apprensione la storia dell’ennesimo impianto di rifiuti che il Partito Democratico, quello capannorese in particolare che ha sottomesso il porcarese, tenta di imporre con la sua mancanza di trasparenza, partecipazione e condivisione a tutte le nostre comunità con il solo non dichiarato scopo di aumentare il suo meschino potere, soprattutto di nomina, nell’ambito delle politiche di gestione dei rifiuti. Ma perché questa ostentata inversione di rotta preceduta, a sostegno del mio ragionamento, dal mancato rinnovo della tessera del Pd del sindaco di Porcari? Semplice, perché nell’ultima sessione della conferenza dei servizi che deve rilasciare il tanto atteso via libera alla realizzazione dell’impianto sono emerse prescrizioni, proprio quelle a livello sanitario, ambientale e logistico che Fratelli d’Italia ha sollevato in Regione Toscana ed al governo, tali da modificare il progetto dell’impianto aumentandone non solo l’impatto devastante per un territorio già compromesso dall’inquinamento dell’aria ma incrementandone i costi previsti che sono già fuori misura oggi, siamo oltre 21 milioni di euro, parte dei quali a rischio se non vengono rispettati i tempi ed altri da ricavare dalle tasche dei contribuenti toscani“.
“Ecco quindi che l’amministrazione Pd porcarese, rinvigorita dal possibile rifiuto al 90′, si prepara a rivendicare un successo che non ha (ancora) ottenuto, mentre esce sconfitta politicamente dal braccio di ferro con l’incomodo vicino – conclude la nota – il quale non vorrà certamente perdere sul finale il proprio traguardo, politicamente con le forze di opposizione e con Fratelli d’Italia che hanno anticipato di mesi le conclusioni a cui il Comune arriva solo oggi ed amministrativamente con la propria comunità, la quale ha finalmente sperimentato come dove governa la sinistra prima viene il partito e poi la comunità”.
2025-05-30 19:05:00