

“Sono stato contattato da un cittadino di Capannori che mi ha sollevato la questione dell’elevata percentuale di inquinamento da polveri sottili nella zona di Lucca, che sembrerebbe essere la provincia più colpita in Toscana”. A prendere atto della segnalazione, su una situazione a dire il vero già ampiamente conosciuta, è il consigliere di Capannori Cambia, Bruno Zappia.
“Secondo le opinioni tecniche, la situazione viene aggravata da fattori come il traffico intenso e le attività industriali della zona. Ma fino ad ora sembra che siano state adottate solo ordinanze che vietano di bruciare i residui vegetali all’aperto in determinati periodi dell’anno. Ho cercato così di approfondire la vicenda, scoprendo che stanno anche arrivando alle famiglie della Piana (scelte in modo del tutto arbitrario!) comunicazioni dall’Agenzia Regionale per il Recupero delle Risorse, Arrr, per effettuare ispezioni all’impianto di riscaldamento domestico. Poiché la gente, giustamente, lascia entrare degli estranei nelle proprie case solo se muniti di un ordine del giudice, in questa lettera viene anche fornito un numero verde da contattare, affinché sia il cittadino a richiedere l’appuntamento. Viene inoltre specificato che, se tale controllo non avrà luogo entro 15 giorni dall’arrivo della lettera di Arrr, scatteranno le sanzioni amministrative non inferiori a 500 euro e non superiori a 3.000 euro”.
“Pare che questi ispettori vogliano vedere se nelle case in esame ci siano o meno caminetti accatastati, cioè segnalati alla Regione Toscana. Infatti, la stessa ha emesso delle norme secondo cui i caminetti possono essere utilizzati sostanzialmente solo se non ci sono altre fonti di riscaldamento disponibili. Per chiunque volesse saperne di più, vi assicuro che accedere al sito del Sistema Informativo per l’Efficienza Energetica della Regione Toscana (Siert) non è semplice nemmeno con lo Spid e il modulo di autodichiarazione fornito per denunciare la presenza di un eventuale caminetto risulta molto difficile da compilare. Quindi, vogliamo dire che questa non è la strada giusta per ridurre l’inquinamento dell’aria che siamo costretti a respirare? Vogliamo riconoscere che risulta sempre più grave, di fronte al disagio dei cittadini perseguitati dagli ispettori per verificare la presenza di un possibile caminetto attivo in casa, il progetto di lavaggio dei pannoloni a Salanetti, al confine con Porcari? Vogliamo ricordare che questa splendida idea è stata fortemente voluta da RetiAmbiente, dall’attuale amministrazione del Comune di Capannori e dalla Regione Toscana? Vogliamo considerare che la vivibilità di un territorio già sovraffollato di imprese che arricchiscono soprattutto i proprietari (come ad esempio le cartiere) ma inquinano pesantemente l’ambiente, peggiorerà notevolmente? A causa delle perdite incontrollabili e pericolose di Pfas nell’acquedotto pubblico e nel terreno, a causa dell’odore del trattamento pur deodorato, oltre alle decine e decine di camion che arriveranno da varie città con carichi di questa merce da trattare e ripartiranno, inquinando ulteriormente il nostro aria di un comune ancora tradizionalmente agricolo”.
“Non dobbiamo accettare una tale devastazione – conclude – Se la realtà è questa, per favore smettete di prenderci in giro con discorsi vuoti”.
2025-06-03 22:50:00