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Lucchese: discussione per l’acquisizione del Ghiviborgo in stallo

Le delusioni in casa rossonera sono come le ciliegie: l’una tira l’altra. Prima c’è stata la delusione del quarto fallimento e il conseguente mancato salvataggio della categoria tramite il tribunale (leggi il tentativo fatto… timidamente da “Affida”); poi lo stallo della trattativa portata avanti da un imprenditore milanese, tramite l’ex “dg” del Piacenza, Scianò, per acquisire il titolo del Ghiviborgo e far ripartire la Lucchese almeno dalla “D”.

Fino a sera ieri non è stato rilasciato nessun comunicato dal Comune di Lucca, come avevano promesso due giorni fa, ma le notizie che arrivano dalla Media Valle non sono esattamente positive. A meno che una delle “parti” nella negoziazione, Remaschi per il Ghiviborgo e Scianò per l’imprenditore milanese, che si dice sia in realtà di Fiorenzuola, non spieghi perché la trattativa non è finora conclusa con successo.

Possiamo fare alcune ipotesi, tra cui questa: l’imprenditore milanese, dopo essersi consultato con un professionista di fiducia, si è reso conto che per ottenere il titolo del Ghiviborgo dovrebbe non solo pagare in contanti tra 300 e 350mila euro al club colchonero, ma anche fornire una garanzia da 100mila euro, oltre a dover fare un investimento significativo per formare una squadra competitiva in una categoria, la serie “D”, che è tutt’altro che semplice. In sostanza, l’acquirente dovrebbe considerare di spendere un totale di circa 8-900mila euro.

Ma non solo. Dovrebbe accettare che nella nuova società entrino alcuni rappresentanti dello stesso Ghiviborgo. Tutte queste clausole e condizioni messe insieme potrebbero aver portato a una “pausa” per riflettere. Questo spiegherebbe perché, ieri sera, da varie fonti, anche vicine al Ghiviborgo, si parlava di un rinvio della decisione finale a lunedì. E di un’offerta “congrua”, ma con “alcuni aspetti cruciali da chiarire”. In caso di mancato accordo, la Lucchese dovrà rassegnarsi a ricominciare dall’ Eccellenza, come successe nella stagione 2011. Il club, poi, vinse il campionato e salì in serie “D”.

Ricordiamo che, se la Lucchese dovesse ripartire dall’ Eccellenza, sarebbe compito del sindaco individuare una persona o un gruppo di imprenditori locali disposti a fondare una nuova società. Se per fare una serie “D” di un certo livello servono 8-900 mila euro, per attuare un campionato di Eccellenza dovrebbero bastarne 500. Domanda: chi li fornirà? E che fine farà Scianò? Rimarrà in gioco o si tirerà fuori?

In conclusione: fino a ieri sera non è stato emesso nessun comunicato ufficiale sulla trattativa, anche se, a dir la verità, l’ultimatum scade oggi, sabato. Sperare che tutto vada per il meglio non costa nulla. Vedremo.

Emiliano Pellegrini

2025-06-14 08:55:00