
Situato tra le mura cittadine e la Piazza San Frediano a Lucca, con una veduta sulla grande basilica romanica, il Palazzo Pfanner del XVII secolo prende il suo nome da un birraio bavarese che lo acquistò a metà del XIX secolo dalla nobile famiglia Controni. A loro si deve l’ingaggio nel XVIII secolo del giovane architetto Filippo Juvarra e del quadraturista Pietro Paolo Scorsini. Felix Pfanner inizialmente affittò il giardino e le cantine per stabilire una birreria, il cui guadagno gli permise nel 1866 di acquisire l’intera proprietà trasformandola nella birreria Pfanner, la prima fabbrica di birra del Ducato di Lucca e una delle prime in Italia, chiusa nel 1929.
Il giardino è affascinante ed è stato oggetto di un restauro completato nel 2024, finanziato dal Ministero della Cultura con 772.510 euro nell’ambito del programma #NextGenerationEU (Pnrr-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sostenuto dall’Unione Europea. Un libro dedicato al giardino e al suo restauro sarà pubblicato presto da Maria Pacini Fazzi editore. Il progetto è stato realizzato dal laboratorio di paesaggi Dimensione Verde di Bagno a Ripoli, firmato dallo studio di architettura pistoiese Franchi+Associati con la collaborazione del paesaggista e professore universitario Giorgio Galletti, che afferma: «Il giardino ha una struttura tardo-seicentesca ancora visibile, pesantemente modificata all’inizio del XIX secolo quando l’originale padiglione che fungeva da sfondo prospettico dall’ingresso verso le mura venne demolito per fare spazio all’attuale vasca ottagonale. L’attuale limonaia risale allo stesso periodo, mentre la collezione di statue è del XVIII secolo ma aveva una distribuzione diversa. Una caratteristica fondamentale del giardino è il rapporto con il palazzo, con la spettacolare scalinata recentemente attribuita a un bravo architetto lucchese, Domenico Martinelli, che ha lavorato principalmente a Vienna. Tuttavia, dalle prove documentali che sono riuscito a trovare, con alta probabilità la scalinata è stata realizzata da Juvarra, che da giovane aveva progettato molto per le ville lucchesi senza riuscire a costruire. Il giardino ha un forte carattere scenografico, sia in relazione alla scalinata sia alle mura, poiché il percorso pubblico sopraelevato permette una vista di entrambi creando una situazione unica a Lucca, di interno-esterno».
Quali sono stati i principali interventi di restauro? «L’approccio è stato assolutamente conservativo e ha incluso, ad esempio, il ripristino di antiche fioriture in cattive condizioni di manutenzione. Abbiamo poi ripristinato due piccole stanze di verzura ormai inselvatichite ai lati del viale e i grandi prati, riducendo notevolmente due boschetti di bamboo che si erano eccessivamente espansi. Abbiamo inoltre riposizionato una collezione di camelie classiche, tipiche dei giardini lucchesi, nell’area più ombrosa. Altro intervento significativo: abbiamo rimosso gli elementi in corten, materiale molto in voga negli anni ’90 e 2000, che erano stati usati per delimitare i grandi prati, in netto contrasto con la magnifica collezione di 76 vasi di agrumi con splendide vasche, quasi tutte risalenti al XVIII secolo, con lo stemma gentilizio. Al posto del corten abbiamo posto un bordo a toro in pietra di Matraia. Inoltre, dato che uno degli obiettivi del Pnrr è rispondere al cambiamento climatico e al consumo energetico, basandoci su planimetrie e ricerche d’archivio, abbiamo scoperto un pozzo pieno d’acqua, che abbiamo rimesso in funzione con una pompa che alimenta l’intero giardino. Un altro obiettivo del Pnrr è la fruizione pubblica, quindi abbiamo installato un sistema wi-fi e soprattutto un importante sistema di illuminazione, realizzato dalla ditta ZR Light di Campi Bisenzio, che rimane completamente nascosto ma è controllato da moderne tecnologie domotiche attivabili tramite smartphone, come i QR Code che ci hanno permesso di sostituire sistemi di informazione e segnaletica più invasivi. È stata anche restaurata la birreria, anche se non è ancora stata rimessa in funzione».
2025-06-21 08:25:00