

l’associazione: “Chiediamo alle istituzioni pubbliche, ai consiglieri e ai presidi di scuola, di attuare lo strumento del consenso informato”
L’Associazione Family Day evidenzia la pericolosità del progetto Alla Pari – Comunità insieme verso il gender mainstreaming approvato dalla Regione Toscana con il quale sono stati allocati circa 600.000 euro di fondi pubblici per corsi di genere nelle scuole di ogni livello e grado della provincia di Lucca, incluso l’asilo nido.
Questo riguarda le seguenti scuole: gli istituti comprensivi Lucca Quinto e Ungaretti per il capoluogo e quello Montecarlo nella Piana; Camaiore 1 in Versilia e quelli di Borgo a Mozzano e Gallicano nella Valle del Serchio. Per le scuole secondarie di secondo grado, le classi partecipanti a Lucca provengono dal liceo di scienze umane Paladini e dall’istituto professionale Civitali (entrambi parte dell’ISI Machiavelli), lo scientifico Vallisneri e l’ISI Pertini. In Versilia c’è l’ISI Marconi di Viareggio e in Garfagnana l’ISI di Barga e Castelnuovo Garfagnana.
Il progetto prevede l’inclusione nel 2025 dei comuni di Lucca, San Romano in Garfagnana, e Villa Collemandina. Nel 2026 includerà Capannori, Massarosa, e Camaiore e, infine, nel 2027 i comuni di Barga, Coreglia Antelminelli e la Provincia di Lucca.
“Circa 600 studenti parteciperanno a questo progetto attraverso laboratori che, tra le altre cose, promuovono tra gli studenti degli asili nidi la ‘caccia a mostruosi stereotipi e pregiudizi”, sostengo il Family Day in Toscana sotto la guida dell’avvocato Arduino Aldo Ciappi. Questo include anche laboratori generali per monitorare gli stereotipi di genere nei media, la creazione di un glossario ad hoc, video, libri, flash mob, performative teatrali, ecc., con il supporto di differenti associazioni locali.
“Secondo le parole dell’Assessore all’Istruzione e alla Parità di Opportunità, Alessandra Nardini, il progetto ha lo scopo di ‘distruggere stereotipi’, ‘sciogliere ruoli tradizionali’ e ‘promuovere l’uguaglianza attraverso il gender mainstreaming per sconfiggere il patriarcato’. L’associazione Family Day critica il progetto per il suo intento ideologico. Usano il pretesto dell’uguaglianza di genere per addestrare le nuove generazioni in una percezione fluida della persona e dell’identità sessuale dal più tenero età (genere), in cui ogni accenno a una base biologica e naturale è considerato discriminatorio, ignorando i diritti dei genitori di educare i propri figli su temi delicati. A questo proposito, l’apertura di un profilo burocratico che all’interno della scuola sostituisce il nome anagrafico con quello prescelto e di sesso opposto, entra a pieno nelle modalità del gender mainstreaming e si è diffusa anche nella provincia di Lucca (per esempio nel liceo scientifico Vallisneri di Lucca). Questa pratica è chiaramente illegale, dal momento che non rientra tra le competenze di un istituto scolastico l’assegnazione di un identità anagrafica diversa da quella registrata presso il Comune di residenza.”
“L’Associazione Family Day crede inoltre fermamente che l’insistenza sul patriaracato, un concetto considerato inappropriato dal punto di vista sociologico, almeno nelle società occidentali, alimenta ulteriormente la tensione tra i sessi e annulla ogni tentativo di ricostruire l’alleanza tra uomini e donne, di cui la nostra generazione ha estrema necessità. Essa preferisce invece proporre un’immagine maschile intrinsecamente violenta e dominante. In base a quanto detto, l’Associazione Family Day chiede l’uso del consenso informativo sui temi sensibili, che deve essere preventivamente richiesto alle famiglie degli studenti coinvolti in questi progetti e firmato per iscritto. Questa procedura è stata resa obbligatoria nelle scuole con la nota Miur, protocollo Aoodgsip 4321 del 6 luglio 2015 ed è l’oggetto di un più complicato disegno di legge, attualmente all’esame del Parlamento, per proteggere il diritto e il dovere dei genitori di educare i propri figli, in particolare su temi legati alla sessualità.”
“Il progetto Alla Pari contiene temi delicati che rientrano nella disciplina della citata nota Miur e pertanto, l’Associazione Family Day chiede a tutte le istituzioni pubbliche, ai consiglieri sull’istruzione e i presidi, di fare tutto il possibile, nel contesto delle loro competenze, affinché il meccanismo del consenso informativo sia messo in atto.Le scuole pubbliche dovrebbero essere un luogo di apprendimento e formazione culturale, e non incubatori di ideologie divisive e spesso prive di fondamenti scientifici, che disorientano gli alunni minorenni facilmente influenzabili e la cui formazione, per legge, è di competenza prima di tutto dei genitori.”
2025-07-02 20:43:00