
12 luglio 2025 | 08:37
Il rappresentante dei comitati ambientali della Piana: “Incidenza sulla popolazione e inefficacia le motivazioni: ci riguardano da vicino”
“Abbiamo appreso dalla Regione Veneto che proprio in questi giorni, l’Istituto Superiore di Sanità ha espresso un parere molto negativo sulla proposta di costruzione di un inceneritore dell’Eni per la distruzione dei fanghi contenenti Pfas a Marghera. L’Istituto Superiore di Sanità, massima autorità nazionale in materia, ha motivato il rifiuto citando la letteratura scientifica internazionale sulla nota e pacifica tossicità e cancerogenicità dei Pfas, così come l’impossibilità dimostrata dei filtri di trattenere e delle alte temperature (1400 gradi) di distruggere le stesse”. A dirlo è Liano Picchi del coordinamento comitati ambientali della Piana.
“Tali conclusioni, secondo quanto prosegue l’Iss – afferma Liano Picchi – derivano da una serie di analisi effettuate a valle di altri inceneritori esistenti. Questo pronunciamento è in netto contrasto con quanto sostenuto da Retiambiente, che afferma che l’impianto di pannolini (con i suoi miseri 200 gradi) previsto a Salanetti, sarebbe invece in grado di trattenere o addirittura distruggere i Pfas? Con tutto il rispetto per il professore di Salerno che avrebbe preparato lo studio per conto dell’azienda, ci sentiamo moltissimo, per non dire enfaticamente, più confortati dalle dichiarazioni della comunità scientifica internazionale e dall’Istituto di sanità, che ha smentito in questa occasione studi altrettanto rassicuranti presentati dall’Eni”.
“Altrettanto clamorosa è anche la seconda motivazione addotta dall’Iss per la bocciatura dell’impianto – prosegue Picchi – e che ci riguarda in pieno, ovvero le criticità ambientali che già incidono sugli indicatori di salute della popolazione residente. Basti pensare ai gravissimi problemi a cui la popolazione della Piana è già sottoposta da anni per i continui sforamenti delle polveri sottili”.
“Questo fatto ci induce a fare due considerazioni importanti: la prima è che evidentemente la Regione Veneto sottoponendo a Via l’impianto e demandando all’Iss la decisione sulla sua accettabilità, ha dimostrato di avere più a cuore la salute dei suoi cittadini di quanto invece non l’abbia dimostrato la Regione Toscana. La seconda ci spinge a chiedere con insistenza all’Arpat e all’Usl di non demordere nella salvaguardia dell’ambiente e della salute dei suoi cittadini, di fronte alle insistenze di certi interessi forti e di politici locali determinati a realizzarlo ad ogni costo”.
2025-07-12 08:37:00
