

“Riguardo a Gaza, il silenzio non è neutrale, ma complice”. Questo è il pensiero della lista civica Lucca è un grande noi, espressa in vista della manifestazione di domani in piazza San Michele “per una pace urgente, giusta e duratura”.
“Il silenzio non è neutrale. È complice – afferma la lista civica – Sessantamila morti. Ospedali, scuole e luoghi sacri distrutti. Carri armati che sparano sulle tende dove dormono gli sfollati, colpi di arma da fuoco contro i bambini in attesa per un pugno di farina o una ciotola d’acqua. Una popolazione civile che vive sotto i bombardamenti da mesi, tra fame, assedio, amputazioni senza anestesia e bambini senza casa e senza futuro. Questa è la situazione attuale in Gaza. E in questo contesto si misura il senso delle istituzioni e il coraggio politico, anche a Lucca. Il 20 luglio, Papa Leone XIV ha invocato un “cessate il fuoco immediato”, denunciando la barbarie della guerra, l’uso indiscriminato della forza e gli attacchi ai civili e gli spostamenti forzati. Queste parole, forti e chiare, non devono rimanere isolate nei bollettini del Vaticano, ma devono entrare nella coscienza sociale e nelle istituzioni della nostra città. Perché anche da città come Lucca, si misura la distanza tra retorica e azione. E invece cosa succede? Nel novembre 2023, a poche settimane dall’offensiva di Israele in seguito agli attacchi terroristici del 7 ottobre, la consigliera comunale Ilaria Vietina – capogruppo di Lucca è un grande noi – ha presentato una mozione (numero 159) per chiedere il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi, l’invio di aiuti umanitari e il rispetto delle risoluzioni dell’Onu. Una richiesta sobria, civile, compatibile con il diritto internazionale. Ma da allora, solo silenzio. Nessuna programmazione. Nessuna risposta”.
“Nessuna discussione, nemmeno dopo i nuovi tentativi (marzo e settembre 2024) e una seduta straordinaria del consiglio comunale durante la quale la maggioranza si è ritirata dall’aula, impedendo il confronto tra i consiglieri comunali. Questo mese di luglio 2025, Ilaria Vietina ha presentato due nuove mozioni (numero 91 e 92), sostenute anche da Valentina Simi e Daniele Bianucci. Richiedono due cose semplici e forti: il riconoscimento dello Stato di Palestina come contributo simbolico e politico a una soluzione negoziale; la partecipazione alla Marcia PerugiAssisi per la Pace e all’Onu dei Popoli, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadini. Ma su queste proposte, ancora oggi la risposta è il silenzio. Neanche il semplice gesto di mostrare la bandiera della pace accanto a quelle di Israele e Palestina, chiesto con due lettere ufficiali e attraverso i media locali, ha avuto seguito fino ad ora“.
“Intanto, a Gaza l’ospedale Al-Shifa è stato demolito – prosegue Lucca è un grande noi – Il cardinale Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ha scelto di rimanere vicino alla popolazione: ha visitato i feriti, portato aiuti e offerto se stesso in cambio degli ostaggi. “Questa violenza non è giustificabile”, ha dichiarato ricordando che la carità, per essere autentica, non conosce confini etnici o religiosi. Siamo chiamati a scegliere e ad agire, come l’università di Pisa che ha sospeso le relazioni con due università israeliane a causa del loro sostegno pubblico a Netanyahu e la loro connessione con l’esercito, definendo quanto succede a Gaza “disumano”. Siamo chiamati a compiere gesti piccoli ma significativi come il Comune di Capannori che vota una mozione per il riconoscimento dello stato di Palestina già riconosciuto da oltre 140 paesi nel mondo e come stanno per fare anche Francia e Inghilterra, mentre il governo italiano rimane in un’imbarazzante posizione di “non è il momento”. A Lucca, invece, la scelta di chi guida la città è stata l’opposta: chiudere le porte, abbassare lo sguardo, mantenere il silenzio, escludere il mondo esterno. Ma il mondo non è mai davvero “fuori”. Perché quello che succede a Gaza, a Kiev, in Sudan, in Yemen, in Siria o in Birmania ci riguarda profondamente. Non solo come cittadini del mondo, ma anche come amministratori locali, come educatori, come madri e padri, come esseri umani. E quando le istituzioni locali – quelle più vicine alla gente – si sottraggono a questa responsabilità, non sono neutrali. Sono complici di chi considera la guerra inevitabile e la pace una parola vuota”.
“Eppure, un’altra Lucca esiste – conclude la nota – Lo dimostrano le molteplici iniziative promosse in questi mesi da decine di associazioni, dai gruppi di studenti alle organizzazioni religiose, dalle reti femministe ai gruppi interculturali. Una Lucca viva, consapevole, che non si arrende. Che chiede, che spera, che agisce. Continueremo a disturbare il silenzio. Lo faremo anche domani, giovedì 31 luglio alle 18.30, in piazza San Michele per esprimere il nostro sdegno e l’urgenza di una pace giusta e duratura. È un disturbo necessario. Perché quel silenzio, oggi, è diventato assordante. E chi rimane in silenzio di fronte all’ingiustizia, finirà per parlare solo la lingua della paura. Lucca è certamente migliore. Basta solo volerla ascoltare”.
Lucca è un grande noi,
lista civica in consiglio comunale
2025-07-30 18:16:00