
Passione, dedizione ed una straordinaria professionalità, in sintesi, amore per il proprio mestiere. Questo è ciò che caratterizza Vincenzo Botta, che con oltre quaranta anni di esperienza nel settore alberghiero e della ristorazione ai massimi livelli, da tre anni è maître di sala all’Oste di Lucca, a Corte Compagni in via Fillungo.
Cinquantasette anni, nativo di Napoli, Vincenzo ha avuto le sue prime esperienze lavorative grazie a suo fratello Antonio e, dopo aver conseguito il diploma presso l’istituto alberghiero di Ottaviano, ha deciso di avventurarsi all’estero. Così arriva in Germania a Monaco di Baviera, dove lavora per due anni in Promenadeplatz, presso il prestigioso hotel cinque stelle “Bayerischer Hof”.
Ritornato in Italia, lavora per dodici anni al “Grand Hotel Plaza & Locanda Maggiore” situato in piazza del Popolo a Montecatini Terme, per poi essere assunto al “Principino” sulla passeggiata di Viareggio, dove rimane per altri otto anni. Dopo un breve soggiorno a San Diego, in California, dove lavora in un ristorante italiano chiamato “Little Italy”, al suo ritorno in Italia apre il suo ristorante a Montecatini Terme, il “Delirio Messicano”.
Conclusa l’esperienza come imprenditore e dopo una serie di lavori stagionali in hotel quattro e cinque stelle, Vincenzo arriva finalmente a Lucca. La Gazzetta di Lucca ha avuto l’opportunità di incontrarlo e di condividere alcune parole con lui.
“In ogni lavoro si inizia dal basso per poi raggiungere la vetta – ci ha detto Vincenzo. Personalmente, devo ringraziare mio fratello Antonio che mi ha spinto, fin da quando ero bambino, portandomi in un piccolo ristorante e insegnandomi i fondamenti di questa professione. Mi sono reso conto di essere in grado di farlo e quindi mi sono iscritto alla scuola alberghiera. Una volta diplomato, ho iniziato le mie esperienze professionali lavorando principalmente negli alberghi, una vera e propria palestra per chiunque voglia entrare nel mondo della ristorazione. In quarant’anni di servizio, ne ho passati ventisette in alberghi e il resto nei ristoranti”.
Com’è stata l’esperienza come imprenditore con il tuo ristorante “Delirio Messicano” a Montecatini?
“Dal punto di vista lavorativo – ha detto – è stata un’esperienza meravigliosa perché ho potuto sfruttare tutte le competenze che ho acquisito nel corso degli anni, mentre dal punto di vista imprenditoriale è stato molto complesso, anche perché il mercato di Montecatini è un po’ altalenante e, anche se all’inizio tutto sembrava perfetto, dopo tre anni ho deciso di vendere tutto e riprendere il mio lavoro come maître”.
Perché hai scelto l’Oste di Lucca della famiglia Del Magro?
“Sfortunatamente non ho avuto l’opportunità di conoscere Maurizio Del Magro, padre di Matteo – continua. Matteo mi ha fatto una grande impressione perché è un ragazzo giovane che, secondo me, aveva le capacità ma mancava di esperienza. Ho sentito che potevo aiutarlo con le mie competenze e così si è creato un legame basato sulla professionalità e sulla voglia di fare bene e di crescere insieme”.
A Vincenzo piace sempre scrivere e per questa passione ha iniziato a farlo anche sui piatti.
“Amo la bella calligrafia – conferma Vincenzo – e questa mia inclinazione mi ha portato a creare delle autentiche “opere d’arte” e ho notato che queste erano molto apprezzate dai clienti che ricevevano dediche o auguri, personalizzati con gusto ed eleganza”.
Quali sono le principali sfide di un maître di sala e, di conseguenza, quali devono essere i suoi punti di forza?
“Quando arriva il cliente “difficile” – ci dice Vincenzo – un bravo maître non deve entrare in conflitto con lui, ma deve trovare un modo per soddisfarlo, per cercare di cambiare la sua opinione che, in quel momento, potrebbe essere negativa. E qui sorge il concetto di personalizzazione dei piatti, in modo che con una dedica speciale o un ringraziamento alla fine del pasto, il cliente si sentirà coccolato e avrà un bel ricordo da portare a casa”.
Qual è il tuo rapporto con la famiglia Del Magro?
“Ho un rapporto fantastico con loro – prosegue Vincenzo. Mi sento come parte della famiglia perché mi trovo veramente a mio agio con loro; mi hanno accolto come un fratello e un figlio. Mi hanno dato piena fiducia e questo mi ha permesso di portare tutta la mia esperienza sia come cameriere che come responsabile di sala. E credo di averlo fatto perché, a volte, qualcuno pensa che io sia il proprietario del ristorante, perché tratto questo posto come se fosse mio. Ma questo è dovuto al fatto che amo profondamente il mio lavoro e mi sento realizzato”.
Qual è il tuo bilancio di questi primi tre anni all’Oste di Lucca e cosa prevedi per il tuo futuro?
“Penso di concludere la mia carriera qui perché mi trovo veramente bene e perché la famiglia Del Magro mi ha dato piena fiducia e vuole dimostrare che l’Oste di Lucca esiste, in ogni senso”.
Per concludere, quale consiglio daresti ai giovani che si avvicinano a questo settore lavorativo?
“Non è tutto oro quello che luccica – rileva Vincenzo – perché questo lavoro richiede molta dedizione e sacrificio. In molti anni, ho trascorso solo due Natale a casa e non ho mai avuto ferie in agosto, solo in inverno. Questo lavoro o lo ami o lo lasci perdere perché richiede molti sacrifici, in particolare se si ambisce a diventare direttore di albergo o di sala, un maître o uno chef”.
E parlando di chef, e di giovani, vale la pena ricordare che Vincenzo Botta ha avuto il privilegio e la fortuna di lavorare, al “Grande Hotel Plaza” di Montecatini Terme, con Enrico Bartolini, uno degli chef più premiati del panorama nazionale, con ben 15 Stelle Michelin. “Aveva solo sedici anni – conclude Vincenzo – ma si vedeva già che aveva il potenziale per emergere, ma per ottenere certi risultati devi crederci, devi avere molta passione e anche molta creatività”.
2025-08-14 19:05:00