
21 agosto 2025 | 20:37
Il portavoce dei comitati ambiente traccia un parallelo con il nuovo impianto di riciclo di pannolini: “La distanza sarebbe stata l’unica garanzia”
“L’incendio a ReLife a Salanetti ha messo in luce una situazione di estrema gravità”. Così ha detto Liano Picchi, del coordinamento dei comitati ambiente della Piana.
“Il primo – spiega – è la completa inadeguatezza dei sistemi di avviso per la popolazione vicina. L’incendio è scoppiato attorno alle 14 e, se quanto riferito è vero, il sindaco di Capannori ha deciso solo alle 19 di inviare un comunicato su Facebook chiedendo alla popolazione di tenere porte e finestre chiuse. Non ci vogliono molti studi per capire che l’incendio di rifiuti libera fumi pericolosi per la respirazione. Perché si è aspettate più di 5 ore dall’incendio per avvertire la popolazione? E quelli che non usano i social? Sarebbe bastato che un’auto del Comune con un megafono passasse per avvisare, ma ciò non è avvenuto”.
“Alcuni abitanti nelle vicinanze – spiega Picchi – hanno avuto le loro case sommerse di fumo e durante la notte hanno accusato malori, tanto che il medico ha consigliato loro di andare al pronto soccorso la mattina dopo. Se è vero quanto risulta dalle prime dichiarazioni dell’azienda, l’incendio sarebbe stato causato da gas emessi dai rifiuti in fermentazione. È stato considerato cosa potrebbe accadere nei sempre maggiori periodi estivi torridi, quando i gas liberati da migliaia di tonnellate di pannolini in decomposizione si concentreranno all’interno del capannone vicino alle case?”.
“Il giusto confinamento ha comportato molte ore di lavoro per i vigili del fuoco, poiché si è dovuto attendere che il capannone si svuotasse dal fumo e che la temperatura al suo interno si abbassasse – spiega Picchi – Quindi un incendio molto più grave di quanto si sia cercato di rappresentare se il Comune ha interrotto l’attività e ha chiesto una valutazione strutturale dell’edificio. La raccomandazione di non consumare frutta e verdura entro i 500 metri, poi ritirata, ha evidenziato quanto da lungo tempo sosteniamo, ovvero che la distanza è l’unica garanzia assoluta. Peccato che il sindaco Del Chiaro abbia applaudito quando la Regione l’ha abolita, favorendo così la costruzione dell’impianto a meno di cento metri dalle abitazioni”·
2025-08-21 20:37:00
