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Scoperto un affresco del ‘misterioso’ Maestro del tondo Lathrop in Lucchesia

L’affresco della «Madonna del Soccorso» attribuito al Maestro del tondo Lanthrop, ossia Michelangelo di Pietro Membrini (1461-1525), era nascosto dalla sovrapposizione più tarda di un altare in stucco e da un dipinto su tela nella chiesa parrocchiale di San Martino di Migliano, una frazione del Comune di Camaiore, in Valfreddana a pochi chilometri da Lucca. Il dipinto era noto soltanto a poche persone ed era praticamente sconosciuto agli studiosi.

Maestro del tondo Lathrop è il nome attribuito dal grande storico dell’arte americano Bernard Berenson nel 1906 all’autore, allora ignoto e misterioso, di un gruppo di opere anonime di altissima qualità conservate in collezioni, chiese e musei di Barcellona, Lucca, Roma, New York e Sarasota. L’artista è stato identificato soltanto negli anni ’80 del Novecento come Michelangelo di Pietro Membrini e rappresenta senza dubbio una delle personalità più importanti della Toscana nord occidentale, assieme a Matteo Civitali del cui circolo artistico fece parte, in fitto dialogo con gli artisti fiorentini contemporanei.

L’affresco sconosciuto rappresenta una delle ultime opere del maestro: le ricerche di archivio hanno messo in luce il legame di stretta parentela tra il celebre pittore del Rinascimento lucchese e l’allora parroco di Migliano. Michelangelo di Pietro infatti trascorse gli ultimi anni della sua vita presso questo fratello sacerdote, nella casa canonica di Migliano, dove probabilmente morì.

L’affresco ritrovato sarà inaugurato domenica 31 agosto alle ore 16.00 nella chiesa di San Martino di Migliano (Camaiore) alla presenza delle autorità, di studiosi, restauratori e finanziatori del recupero. Il restauro, promosso dalla sensibilità di alcuni parrocchiani di Migliano e del parroco Alessandro Gianni, ha trovato sostegno concreto nella pronta adesione del Lions Club – Lucca – Le Mura e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, enti da sempre attenti alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio lucchese.

Resa libera da alcune pesanti ridipinture, la «Madonna del Soccorso» si mostra oggi all’interno di una nicchia architravata, incorniciata da classiche ed eleganti decorazioni grottesche per le quali Membrini divenne famoso, presupponendo un suo soggiorno a Roma dopo il 1480. Una sua probabile firma «Mic.elangolo da Luca» è ancora visibile nel criptoportico della Domus Aurea dove gli artisti del Rinascimento andavano a ammirare i resti delle fastose decorazioni del palazzo di Nerone.

Nell’affresco, la Madonna alza un bastone per scacciare il demone che minaccia il bambino pronto a trovare rifugio sicuro sotto il suo manto. Nella rappresentazione di Migliano, tuttavia, troviamo la rara testimonianza di una particolare interpretazione, di un uso specifico e raffinato, dell’iconografia tradizionale della Madonna del Soccorso. L’affresco di Michelangelo di Pietro era originariamente dipinto sul muro di fondo di una cappella, utilizzata, vicino all’area di sepoltura, esclusivamente per la veglia e le esequie dei defunti. In senso allegorico, quindi, la Madonna del Soccorso significava l’intervento provvidenziale della Vergine a protezione e accoglienza dell’anima del defunto, simboleggiata dal bambino, salvato dalla rapacità del demonio.

Il restauro è stato curato da Sandro Baroni con la collaborazione di Deborah Bindani, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, nella persona di Valentino Anselmi, funzionario storico dell’arte.

Fonte: Ufficio Stampa

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2025-08-29 12:19:00