
Due storie dal mondo, due percorsi diversi ma ugualmente affascinanti: Patricia Maltagliati e GianCarlo Federighi sono i due Altopasciesi – con cittadinanze rispettivamente americana e spagnola – che hanno ricevuto il premio Lucchesi che si sono distinti all’estero promosso dall’Associazione Lucchesi nel Mondo, consegnato a loro dall’assessore alla cultura Alessio Minicozzi.
Come da tradizione, la cerimonia di premiazione si è svolta in occasione della Santa Croce. A salutare i due concittadini all’estero poco prima dell’inizio della Processione erano il sindaco Sara D’Ambrosio, gli assessori Alessio Minicozzi e Valentina Bernardini e la consigliera comunale Federica Biagetti.
“Scoprire tracce di Altopascio nel mondo – spiega D’Ambrosio – è sempre affascinante e fonte di grande emozione. È la testimonianza che le nostre vite, i nostri percorsi rimangono per sempre connessi alla terra da cui proveniamo, anche se l’abbiamo lasciata tempo fa, anche se, materialmente, non l’abbiamo mai vissuta. È qualcosa che rimane: come le radici di un albero che affondano saldamente nel terreno, così Patricia Maltagliati e GianCarlo Federighi difendono e coltivano le loro radici Altopasciesi. Condivido con loro e con tutta la cittadinanza Altopasciese l’emozione e la soddisfazione per questi due riconoscimenti: le tracce che hanno lasciato continueranno a crescere e a prosperare”.
Patricia Maltagliati è specializzata in medicina d’emergenza e lavora come assistente medico presso il Luminis Health Doctors Community Medical Center a Glenarden, Maryland. Prima di avviare la sua carriera medica, Maltagliati ha lavorato come insegnante di matematica presso la McDonough High School dal 1981 al 1997, insegnando algebra e matematica generale e allenando squadre di basket, softball e cheerleading. Maltagliati è fortemente impegnata nella promozione della cultura lucchese all’estero. Dal 2002 ad oggi, ha svolto ruoli di segretaria, vicepresidente e presidente dell’Associazione Lucchesi nel Mondo – Tuscany Club a Washington, D.C., contribuendo attivamente al mantenimento dei legami culturali tra la comunità lucchese e le sue radici italiane.
“Vengo abbastanza spesso ad Altopascio – commenta Maltagliati -, qui ho ancora cugini e parenti. I miei nonni erano di Altopascio e mi piace tornare a visitare i posti dove si sono sposati, dove vivevano o i campi dove a volte venivamo a giocare. È strano: Altopascio è conosciuta per l’ospitalità, per la cura, è stata sede di un ospedale e io mi trovo a lavorare nel sistema sanitario. Credo sia importante conoscere le proprie radici e l’eredità che i nostri antenati ci hanno lasciato: tornare ad Altopascio, viverla, per me significa esattamente questo. Coltivare e prendersi cura di un’eredità”.
GianCarlo Federighi Toti, nato a Santa Maria a Monte, ha fortemente desiderato diventare cittadino di Altopascio ed è stata così dagli anni Cinquanta, da quando ha chiesto e ottenuto la cittadinanza AIRE. A Altopascio ha vissuto sua sorella, in via del Valico: ma il legame con la cittadina va oltre le circostanze casuali. Dopo aver lavorato nella Omnia Spa, filiale della FARGAS SpA, si trasferì a Verona, alla Ferroli. Nel 1968, a seguito di un’operazione commerciale che esportò in Spagna l’azienda, Federighi approdò a Burgos. All’inizio del 1969 conobbe il Ministro delegato ai Poligoni Industriali spagnoli, nacque l’idea di una “Fiera Internazionale” e, nello stesso anno, fu celebrata a Bilbao “Ambiente 69”. Federighi ottenne di dedicare una giornata all’Italia alla quale presenziò l’Ambasciatore, da lui invitato. Nel 1973 ottenne l’exequatur di Console d’Italia. Nel 1975 partecipò alla creazione della Idecal, impegnata nell’importazione dei prodotti SIME. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini gli conferì l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
“Nel 1268 – racconta Federighi – la mia famiglia fu cacciata da Firenze, poiché sconfitta nella battaglia tra guelfi e ghibellini. Fu la diocesi di Lucca dell’epoca ad accogliere le sei famiglie Federighi. La mia storia nasce da Santa Maria a Monte e si lega ad Altopascio grazie alla decisione di mia sorella di stabilirsi qui. Ma il mio legame con Altopascio è molto più profondo e si intreccia a quello che è stata tutta la mia vita: Altopascio è stata un importante porto, centro nevralgico di scambi con l’estero fin dai tempi più antichi. Un destino che ci unisce, in virtù del mio impegno per la promozione del made in Italy in Spagna, nel diventare un ponte tra questi mondo e l’altro, tra l’Italia e tutto ciò che si trova oltre i confini”.
Fonte: Comune di Altopascio – Ufficio Stampa
Notizie Correlate
Tutte le notizie di Altopascio
<< Indietro
2025-09-14 18:24:00