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Essity Italia e la transizione ecologica: gli stabilimenti di Altopascio, Porcari e Collodi protagonisti della campagna di Legambiente

La trentaduesima tappa della campagna I cantieri della transizione ecologica è stata protagonista presso lo stabilimento di Altopascio della Essity Italia Spa. Il progetto, promosso da Legambiente, ha fatto tappa in Toscana, proseguendo il suo percorso attraverso l’Italia. L’iniziativa è stata avviata dall’associazione nel 2023 e illustra la diffusione della transizione ecologica in Italia, attraverso racconti di cantieri, progetti e innovazioni che si concentrano sulla sostenibilità ambientale e l’economia circolare. 

Il focus della tappa di oggi (giovedì 2 ottobre) è stato il processo di trasformazione industriale orientato alla sostenibilità, portato avanti dallo stabilimento di produzione di Essity a Altopascio,Porcari e Collodi. La multinazionale svedese si specializza, tra l’altro, nella produzione di carta tissue come fazzoletti, carta igienica, rotoli da cucina e tovaglioli. 

Il progetto è stato presentato per Legambiente da Serena Carpentieri, vice direttore generale, Andrea Minutolo, responsabile scientifico, Fausto Ferruzza, presidente della sezione Toscana; e per Essity Italia da Stefania Pardini, site manager dello stabilimento di Altopascio, Stefano Berton, Enviromental Manager & Safety Specialist, e Maria Laura Deni, corporate communications manager.

Ha assistito all’evento anche Sara D’Ambrosio, sindaca di Altopascio.

“Il nostro obiettivo è raggiungere il più rapidamente possibile una transizione ecologica. Vediamo nelle aziende un percorso pionieristico in termini di innovazioni industriali, risparmio di risorse e ottimizzazione dei processi. I cantieri della transizione ecologica è una nostra iniziativa nazionale che da due anni sta girando per i territori italiani, raccontando e incontrando aziende impegnate nell’ambito della sostenibilità ambientale e dell’innovazione. Facciamo tutto ciò perché vogliamo concretizzare gli sforzi delle aziende che hanno scelto di investire nella tutela ambientale: la sostenibilità deve sempre andare di pari passo con la competitività delle imprese. Le azioni portate avanti da Essity rappresentano un modello virtuoso, da replicare sempre più a livello nazionale, che dimostra come, nel settore industriale, sia possibile conciliare perfettamente l’eccellenza produttiva con il rispetto per l’ambiente, l’innovazione con la sostenibilità. Affinché tutto ciò si possa realizzare a livello capillare, l’Italia necessita di un piano industriale basato su semplificazioni, autorizzazioni rapide, controlli più adeguati, innovazione tecnologica, fonti rinnovabili e circolarità delle produzioni“.

“L’economia circolare – prosegue Andrea Minutolo – permette di ottenere un vantaggio che crea un valore aggiunto, riducendo l’impatto ambientale. Il valore aggiunto che abbiamo riconosciuto nella comunità lucchese di Essity è un percorso che va nella giusta direzione”.

Il manager dello stabilimento di Altopascio di Essity ha poi introdotto quella che è la produzione nello stabilimento. “Produciamo prodotti di marca come Tempo e Tork. Qui lavorano 300 dipendenti”. Stefania Pardini ha poi evidenziato un’innovazione che permette all’azienda di ridurre del 60 per cento le emissioni di NOx. “Abbiamo installato una turbina nello stabilimento, con un investimento di 6 milioni di euro, che ci permette di produrre tutta l’energia elettrica. Un risultato che non sarebbe stato possibile senza la dedizione e la passione di tutte le persone che ogni giorno lavorano con responsabilità e attenzione per un futuro più green. Ringrazio l’azienda per il continuo sostegno e tutti i nostri collaboratori che rendono possibile questa trasformazione”. 

La corporate communications manager ha ripercorso la storia dell’azienda svedese e sottolineato lo slogan Per tutti e per ogni corpo e l’obiettivo di “abbattere le barriere che ostacolano il benessere, salvaguardando l’impatto ambientale”.

“Il nostro obiettivo – afferma Stefano Berton – è di ridurre del 25 per cento il consumo di acqua dolce entro il 2032. Abbiamo implementato un sistema di raccolta dell’acqua piovana, installato nel 2014, che copre l’11 per cento del fabbisogno idrico del sito di Altopascio. L’acqua è un bene essenziale e va salvaguardato. Da qualche anno, Essity ha iniziato un progetto per proteggere l’utilizzo di acqua potabile nel processo produttivo. Questo progetto prevede due attività. La prima è stata quella di aumentare la consapevolezza delle persone attraverso un dialogo costante e quotidiano. La seconda parte, invece, é stata quella di mappare tutto il processo produttivo, tutto il ciclo delle acque, cercando di individuare eventuali perdite e riutilizzando l’acqua piovana”. 

È un’azienda leader mondiale nel settore dell’igiene e della salute. Le vendite si effettuano in circa 150 paesi con i marchi principali Tena e Tork e con altri marchi importanti come Actimove, Cutimed, Jobst, Knix, Leukoplast, Libero, Libresse, Lotus, Modibodi, Nosotras, Saba, Tempo, Tom Organic e Zewa. Nel 2024, Essity ha registrato un fatturato di circa 146 miliardi di corone svedesi (13 miliardi di euro) e ha impiegato 36mila persone. La sede centrale si trova a Stoccolma, in Svezia, e Essity è quotata al Nasdaq di Stoccolma.

Nello stabilimento di Altopascio è in corso un processo di trasformazione industriale per ridurre l’intero impatto ambientale della produzione attraverso interventi di efficienza energetica, decarbonizzazione e uso circolare delle risorse. Al centro di questa evoluzione verde c’è il progetto ReEnergy: il nuovo sistema avanzato di cogenerazione di alto rendimento, attualmente alimentato a gas naturale ma progettato per essere compatibile con l’idrogeno, che genera sia energia elettrica che termica, riducendo così sprechi e consumi di risorse energetiche.

Lo stabilimento di Altopascio è anche dotato di un impianto fotovoltaico, che genera circa 180 mega watt ora all’anno, prevenendo l’emissione di quasi 50 tonnellate di CO₂. Anche la risorsa idrica è al centro dell’impegno ambientale dello stabilimento: a Altopascio è stato infatti installato un sistema di raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana che consente di soddisfare fino al 25 per cento del fabbisogno del sito con risorse non potabili.

Anche in Toscana, gli stabilimenti Essity di Collodi (in provincia di Pistoia) e Porcari stanno sviluppando progetti su economia circolare e riduzione dei rifiuti. A Collodi, il progetto Crush dal 2019 utilizza sottoprodotti agroalimentari, come scarti di arance, mais e caffè, per produrre carta tissue biodegradabile e certificata Ecolabel, sostituendo fino al 15 per cento della cellulosa tradizionale. A Porcari, grazie a una collaborazione con l’azienda T2D S.p.A., dal 2020 i rifiuti della cartiera vengono riutilizzati come materia prima per mattoni, con una riduzione dei rifiuti in discarica dal 9,9 per cento nel 2020 allo 0,1 per cento nel 2024.

2025-10-02 13:43:00