
La straordinaria carriera di Marco Landucci, prima come portiere e poi come tecnico, ora assistente allenatore di Max Allegri al Milan, è stata il fulcro dell’ultimo incontro del Panathlon International Club di Lucca, tenutosi lunedì (24 novembre) all’Antica Trattoria Stefani a San Lorenzo a Vaccoli.

Erano presenti, tra gli altri, l’assessore allo sport del Comune di Capannori Gaetano Ceccarelli e Claudio Oliva a rappresentare l’Ufficio Scolastico Territoriale di Lucca e Massa Carrara. Landucci ha ripercorso la sua vita, strettamente legata al calcio, dalle sue timide origini in cui giocava 7-8 ore al giorno nel suo paese natale, Sant’Alessio, fino ai successi con la maglia di Milan e Juve e alle finali di Champions League, sempre al fianco di mister Allegri.

Nato nel 1964, Marco è entrato a far parte della squadra giovanile della Fiorentina all’età di 14 anni.
Dopo aver vinto un campionato Primavera nel 1982/83 e alcune esperienze in prestito (Viareggio, Rondinella, Parma in C1 con Arrigo Sacchi), nel 1986 è diventato titolare in maglia viola. Da lì è iniziata la sua brillante carriera, costellata di numerose parate spettacolari e doti da leader innegabili che lo hanno portato in poco tempo tra i più apprezzati portieri italiani. Grazie a diverse stagioni di alto livello è stato convocato più volte in nazionale dal ct Azeglio Vicini, ma ha trovato la strada sbarrata da due leggende come Walter Zenga e Stefano Tacconi. Dopo cinque stagioni indimenticabili, al termine del campionato 1990/91 decise di salutare la Fiorentina, per disputare un campionato di serie B con la “sua” Lucchese, guidata da Marcello Lippi, trasferito poi al Brescia, sempre in Serie B, e quindi in C1 all’Avellino, dove una promozione come protagonista assoluto lo ha catapultato all’Inter come dodicesimo di Gianluca Pagliuca. A gennaio ha fatto ritorno in Serie B con il Venezia, ritornando quindi in Serie A con il Verona, per poi indossare nuovamente la divisa rossonera della Lucchese. Dopo un anno trascorso tra i dilettanti con la Cuoiopelli, Marco ha chiuso la sua carriera nel 2000, a 36 anni, sempre in maglia rossonera. In totale ha totalizzato 38 presenze con la squadra della sua città.

Pochi anni dopo aver appeso i guantoni al chiodo, verso la metà degli anni 2000, Marco ha intrapreso la sua nuova carriera come tecnico, inizialmente come preparatore dei portieri e successivamente come assistente allenatore. In particolare, si è creato un legame vincente tra Landucci e un altro grande toscano, Massimiliano Allegri, insieme al Grosseto, poi al Cagliari, poi al Milan, sei anni alla Juventus e ora, dal 2025, ancora una volta al Milan, che si sta risollevando grazie al nuovo staff tecnico.
Durante l’incontro del Panathlon, Landucci ha parlato della sua tendenza a tuffarsi spettacolarmente (“Infatti era una mia caratteristica, ero bravo come portiere e coraggioso nelle uscite basse, ecco perché piacevo a mister Sacchi; forse avevo qualche difficoltà in più nelle uscite alte”). Ha anche descritto la sua attuale esperienza al Milan, dove ha riferito di aver trovato un eccezionale gruppo di giocatori e un ambiente positivo. Landucci, inoltre, spesso sostituisce il mister durante le partite e anche nei commenti post-partita, a causa delle squalifiche del tecnico livornese. E, sia alla Juventus che al Milan, con uno score molto invidiabile (circa il 75% di vittorie, insomma i tifosi possono stare tranquilli quando c’è lui in panchina).
Nel corso di ogni esperienza, l’ex portiere si distingue per la sua umanità e anche durante l’incontro Panathlon ha confermato che gli piace creare un rapporto speciale, quasi fratello maggiore, con i giocatori.
Si è discusso anche degli ultimi rigori parati dal portiere del Milan Maignan e del preparatore dei portieri Claudio Filippi (“È il top – ha detto Landucci – e sotto di lui tutti i portieri migliorano sotto vari aspetti”).
Non sono mancati riferimenti al suo amore per la Lucchese e ai cambiamenti che ci sono stati nel corso degli anni nel calcio, compresa soprattutto la preparazione atletica.
Quindi per i membri del Panathlon è stata una rara opportunità per ascoltare le esperienze e le emozioni di un campione che ha segnato pagine importanti nella storia del calcio.
Il presidente Lucio Nobile, a nome di tutti i soci, ha elogiato Landucci per la sua disponibilità, umiltà, passione e cultura sportiva, confermate anche in questa occasione, perfettamente in linea con gli ideali e i valori etici e morali che il Panathlon promuove.
Al termine della stimolante serata, il presidente Nobile, insieme al past presidente Guido Pasquini e al vicepresidente Guido Lazzarini, ha consegnato a Marco Landucci alcuni ricordi e riconoscimenti.
2025-11-25 19:01:00