
A Coreglia Antelminelli soffia aria di tempesta dopo gli ultimi eventi che hanno raggiunto il loro apice durante le celebrazioni in onore di Santa Cecilia, quando il parroco, don Giuseppe Andreozzi, ha richiesto ad un esponente dell’amministrazione comunale di non prendere parte ufficialmente alla cerimonia religiosa. A dare notizia ai cittadini è lo stesso sindaco Marco Remaschi, che, dopo aver discusso con l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, ha reso pubblico l’accaduto. “Il sacerdote della nostra comunità, che da questa primavera non prende più parte alle cerimonie organizzate dal Comune e ritiene non gradita la partecipazione dello stesso a quelle religiose, ha invitato l’esponente comunale a non partecipare alla cerimonia e a non fare alcun discorso – ha informato Marco Remaschi -. Avrebbe potuto restare, ma come individuo privato e senza fascia tricolore. Ovviamente, la consigliera incredula, ma rispettosa, ha abbandonato la cerimonia, nonostante l’amministrazione fosse stata ufficialmente invitata dalla “Filarmonica Catalani”.
“Tutto ciò – continua a spiegare Remaschi – sembra derivare da una banale questione burocratica o, meglio, di tipo tributario tra l’Ufficio Tributi e le Parrocchie del territorio. Un problema che potrebbe essere facilmente risolto nei luoghi appropriati, anche quelli della giustizia tributaria, ma che assolutamente non dovrebbe indebolire i secolari e corretti rapporti tra Chiesa e Comune. Compassati atti di ostilità si erano già manifestati in occasione della processione di San Lorenzo, patrono di Piano di Coreglia, a Coreglia capoluogo lo scorso 7 maggio per le festività legate a San Michele, a Gromignana, Tereglio e altre frazioni. In tutti questi casi, facendo uso di buonsenso e rispetto incondizionato per l’abito talare, era sempre stato evitato l’incidente diplomatico. Il Comune riconosce il valore sociale, culturale, educativo e inclusivo che le Parrocchie hanno e continuano ad avere sul territorio. Molte volte è stata espressa la volontà di aiutare le parrocchie attraverso legittimi interventi di bilancio. Allegerire i costi che le parrocchie sopportano nelle loro lodevoli attività sociali, è una scelta, una volontà autonoma, una facoltà, così come riscuotere tasse da tutti, in modo preciso e legittimo, è un dovere”. “Fedele e rispettosa di questi principi, la nostra amministrazione ha inteso e intende agire sostenendo, fino a prova contraria, l’operato dei propri Uffici accusati, a nostro avviso ingiustamente, di agire in modo “illegittimo” e “ideologico”. Esistono delle regole e se anche don Giuseppe intende accettarle – conclude il primo cittadino -, l’area all’interno della quale possono sorgere incomprensioni è davvero ridicola. Ovviamente, siamo disponibili per incontrare monsignor Giulietti, don Andreozzi e autorizzati rappresentanti della Curia”.
Fio. Co.
2025-11-30 05:04:00