Press ESC to close

Sindaco accusato di legami con la mafia. Lucca è un grande, ci chiediamo scusa per le parole usate a sproposito

“Il sindaco Pardini e l’amministrazione comunale ci scusino: la parola “mafia” è stata usata a sproposito”: così si chiude, con un’ammissione di responsabilità e le relative scuse, il caso tra il sindaco Pardini e la lista civica di opposizione “Lucca e un grande noi”, che aveva assunto una dimensione giudiziaria.

Nell’estate del 2024, la lista che conta come sua rappresentante in consiglio comunale la capogruppo Ilaria Vietina, aveva pubblicato un post molto critico sul suo profilo ufficiale, accusando il sindaco di mafiosità in relazione alla risposta che Pardini aveva dato durante un consiglio a una interrogazione del consigliere di opposizione Daniele Bianucci, che lo aveva descritto “come un sindaco che sa di mafia”.

Accuse gravi, alle quali Pardini aveva risposto con un video che aveva suscitato la reazione di “Lucca Siamo un grande Noi”. “La parola mafia – si leggeva nel post – utilizzata senza ragione per fare un paragone e sfruttata da altri per distogliere l’attenzione dal vero problema non ha niente a che vedere. Tuttavia, senza alcuna paura, dato il comportamento di queste ore, riteniamo inaccettabile che persista un certo atteggiamento mafioso. Potrebbe essere definita mafiosità del silenzio, dell’omertà, del non detto, del minimizzare fatti chiaramente gravi, evitando le domande e rifiutando le risposte. La mafiosità dell’arroganza e della strafottenza di fronte al comune sentimento di legalità e di civismo che la città esige”.

A quel punto, Pardini aveva incaricato i suoi avvocati di avviare una causa civile, sia contro il consigliere Bianucci sia contro “Lucca è un grande Noi”. Dopo più di un anno, e dopo i primi contatti tra gli avvocati delle parti, ecco l’indietreggiamento di Domenico Raimondi, presidente dell’associazione.

“La parola mafia – scrive Raimondi – è stata usata senza motivo. Il post, tra l’altro, si riferiva alla presenza di un assessore comunale a un evento a cui partecipava, in video, una persona condannata per reati di particolare gravità e rilevanza, attualmente in fuga all’estero, quindi le parole utilizzate non erano pertinenti. Ribadisco, dunque, che il termine mafia è stato evocato senza motivo e che, laddove il seguito del post potrebbe apparire incoerente rispetto all’introduzione, non era questa l’intenzione, seppur polemica, del membro e dell’Associazione che rappresento. Desidero dunque scusarmi con Pardini e con l’amministrazione comunale per quanto scritto nel post sopra menzionato, in quanto, nonostante il suddetto riferimento, l’operato degli stessi non ha mai avuto nulla a che vedere con la mafia, né ha mai mostrato alcuna “mafiosità” nel suo comportamento, inteso come atteggiamento omertoso, reticente, minimizzante o evasivo, e men che meno arrogante o strafottente di fronte alle richieste di legalità e di civismo”.

Il post è stato rimosso dalla pagina Facebook dell’associazione, mentre il sindaco, i cui avvocati stanno portando avanti l’altra causa con Bianucci, preferisce non fare commenti.

Fabrizio Vincenti

2025-11-30 09:15:00