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Venezuela, la paura dei Lucchesi a Caracas

Venezuela, la paura dei lucchesi a Caracas


LUCCA – Nel Paese sudamericano la tensione è alle stelle dopo l’attacco militare statunitense e l’annuncio di Trump di aver portato all’estero il presidente Nicolas Maduro. A inizio Novecento qui si trasferirono moltissime famiglie dalla provincia di Lucca. Abbiamo parlato con la presidente dei “Lucchesi nel mondo” Ilaria Del Bianco.

 

L’attacco statunitense al Venezuela ha colpito uno dei Paesi che sono stati tra le maggiori mete dell’emigrazione lucchese.

“Non abbiamo stime precise del numero di nostri conterranei che risiedono attualmente in Venezuela, ma certamente questo è un Paese verso il quale si è diretto un fortissimo flusso della nostra emigrazione storica dei primi del Novecento, così come in Colombia e in Argentina”, spiega Ilaria Del Bianco, presidente dell’associazione “Lucchesi nel mondo”. “Durante la nostra vita associativa siamo rimasti in contatto con molti di loro, anche se non si sono mai costituiti in una associazione vera e propria. In ogni caso, avevamo contatti molto stretti con tantissime famiglie sparse un po’ nelle principali città del Venezuela”.

Ma negli ultimi anni – ben prima della situazione attuale di grande tensione per l’intervento Usa, con pesanti bombardamenti e con il presidente Nicolas Maduro che è stato portato via dal Paese – tenere i contatti con i lucchesi in Venezuela era diventato molto complesso: “Intanto perché moltissime di queste famiglie, tutte quelle che hanno potuto, hanno lasciato il Venezuela già da alcuni anni, dirigendosi principalmente in Spagna e in Brasile. Con i nostri conterranei oriundi che hanno scelto di rimanere in Venezuela per motivi familiari o di lavoro abbiamo invece avuto sempre più difficoltà a rimanere collegati”.

“Abbiamo cercato in particolare di ripristinare i contatti negli ultimi due anni”, spiega Ilaria Del Bianco, “ma non hanno risposto né alle mail né al telefono. E questo, come ci è stato spiegato dalle nostre istituzioni diplomatiche, perché avevano paura di esporsi, di essere intercettati dal governo, e non volevano assumersi rischi”.

 

 

 

2026-01-04 10:19:00