
Un percorso di 285 chilometri da affrontare in undici tappe, attraversando tre regioni e quattro province. A Lucca, si può ammirare il restaurato Volto Santo
Matilde di Canossa sarebbe estremamente orgogliosa dei pellegrini che attraversano, anche durante l’inverno, la Via Matildica del Volto Santo. Un itinerario di 285 chilometri che può essere completato in undici tappe, attraversando tre regioni e quattro province, partendo da Mantova e arrivando a Lucca. La Gran Duchessa, personaggio di rilievo nel periodo medievale e ereditiera di un vasto territorio che si estendeva dal Lazio fino al lago di Garda, Matilde e la sua memoria attirano pellegrini disposti a percorrere le strade della Pianura Padana, superare le alture dell’Appennino emiliano, e addentrarsi nella zona della Garfagnana in Toscana. In definitiva, si tratta di un percorso ricco di suggestioni culturali e allo stesso tempo fisicamente impegnativo che prevede una prima tappa dalla città virgiliana all’Abbazia di San Benedetto Po e da lì, il giorno seguente, a Guastalla, dove il singolare e incompreso Ligabue dipingeva nella sua mente animali fantastici che successivamente disegnava.
L’ultima tappa
Reggio Emilia sarà la destinazione finale della terza tappa, lunga ben 32 chilometri, mentre il giorno successivo, arriveranno a Canossa (32 chilometri), per proseguire il giorno seguente alla volta dei Carpineti e da lì a Toano, Gazzano e San Pellegrino. Dopo, si continuerà verso Barga, Borgo a Mazzola per arrivare a Lucca. Identificata dalla Conferenza Episcopale Italiana come uno dei sette percorsi ufficiali del Giubileo facente parte del Progetto Cammino della Fede, la Via Matildica presenta due luoghi e icone molto sacre per la fede cattolica come il Preziosissimo Sangue conservato, secondo la tradizione, nella Basilica di Sant’Andrea raccolto dal centurione Longino e custodito nella cripta sotterranea all’interno di Due Sacri Vasi e il Volto Santo in Lucca: quest’ultimo, un crocifisso in legno policromo composto da tre pezzi che recenti ricerche al carbonio mostrano risalenti al VII secolo o al più tardi al IX, rappresenta la reliquia più preziosa della cattedrale lucchese, simbolizzando la città sulle sue monete dal XIII secolo. Molte sono le chiese, i castelli disseminati lungo questo percorso segnato nei secoli passati dalle lotte e dagli scontri tra l’Impero e la Chiesa, nel cui rapporto il ruolo di mediazione di Matilde di Canossa si è rivelato cruciale come guida spirituale e storica capace di ispirare ancora oggi chi crede negli ideali di pace e di fraternità tra i popoli.
2026-01-14 22:39:00