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Due appelli contro l’asse nord-sud, Baronti: “Il tempo favorisce coloro che si oppongono”

Due ricorsi contro l’asse nord – sud sul tavolo del Tar, il commento dell’ex assessore regionale Eugenio Baronti, esponente di Sinistra Italiana di cui è responsabile del dipartimento ambiente regionale

“Il tempo gioca a favore di chi si oppone alla realizzazione di un vecchio progetto di viabilità fuori dal suo tempo, completamente prigioniero della vecchia cultura del Novecento di mobilità – dice Baronti – Il ricorso al Tar da parte del Forum ambiente e salute della Piana, che da anni guida e coordina l’opposizione alla realizzazione del cosiddetto asse nord/sud, è un atto positivo che di per sé blocca la possibilità di andare subito a bando di gara per l’affidamento dei lavori. Certo, un ricorso può avere un esito positivo o negativo per chi lo presenta, ma nel frattempo, si blocca il processo e si guadagna del tempo prezioso, se poi fosse accolto, come mi auguro, molto probabilmente avremmo messo la parola fine a questa tragicomica commedia che si trascina dalla fine del secolo scorso”.

“Oltre a questo ricorso, chiaramente ispirato da chi vuole cancellare definitivamente quest’opera inutile e dannosa – prosegue – c’è anche un altro ricorso al Tar presentato dal Comune di Capannori che non ha lo stesso orientamento politico e culturale ma è altrettanto importante e prezioso perché Capannori contesta il fatto che la sua osservazione principale non è stata recepita, posta come condizione per il suo consenso all’opera. Nella delibera si dice chiaramente che quest’opera, così com’è, non serve a niente perché rappresenta un troncone di strada di circa 7 chilometri, che da Marlia, manda tutto il traffico alla rotonda di Antraccoli, cioè a un chilometro circa dal centro del capoluogo. Infatti, per il tratto Antraccoli casello autostradale del Frizzone manca il progetto e soprattutto mancano i finanziamenti. Perché questo ricorso è importante? Perché è stato presentato da un grande Comune, e perché se fosse accolto bloccherebbe il bando di gara per l’affidamento dei lavori per un periodo molto lungo, necessario per completare il progetto e soprattutto per trovare i fondi necessari, il che è molto difficile al giorno d’oggi. Questo potrebbe rappresentare il colpo di grazia definitivo a questo inutile progetto”.

“Tutto il mondo e molti Paesi europei sono impegnati nel processo di transizione dal modello di mobilità del ventesimo secolo verso un nuovo modello di mobilità per il ventunesimo secolo – commenta Baronti – Prendere tempo significa indebolire le voci favorevoli che appaiono sempre più anacronistiche e rafforzare le idee e le proposte alternative di chi guarda al futuro ed è in sintonia con questi processi di transizione, consapevoli del fatto che l’attuale modello di mobilità è insostenibile, non solo per noi, ma anche secondo tutti i centri di studio e di ricerca a livello europeo e internazionale che prevedono modelli di mobilità del futuro sempre meno incentrati sull’uso di pneumatici, sul trasporto individuale privato e immaginano invece uno sviluppo di un trasporto pubblico intelligente, efficiente e multimodale. Ora possiamo discutere sulla natura di questo ricorso che dice no ad un progetto monco e si sì ad un progetto completo del collegamento con l’uscita autostradale, che potrebbe addirittura aumentare il suo impatto ambientale, l’invasione di cemento e il consumo di nuovo territorio, avendo un forte impatto su alcune frazioni centrali del Comune. Siccome come Sinistra Italiana e Avs oggi, ed io personalmente dalla fine degli anni Ottanta, ho sempre contrastato questo progetto, e siccome ci siamo presentati alle elezioni amministrative sostenendo che avremmo fatto di tutto, qualsiasi cosa, per mettere i bastoni tra le ruote e fermare quest’opera che sconvolgerebbe l’intera Piana, dividendo in due come una mela, peggiorando la sua sicurezza in termini di rischio idrogeologico e qualità dell’aria, dico, benvenuti a entrambi i ricorsi, che, indipendentemente dai loro contenuti, rappresentano due robusti bastoni messi nelle ruote di questa macchina infernale di interessi e di regressione culturale, che da decenni insiste a realizzare un’opera fuori dal suo tempo e dalla storia”.

2026-01-14 21:55:00