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Per Lucca e i suoi paesi” contro “Amici di Lucca e i suoi Paesi”: “Verificheremo legalmente se l’uso del nome è appropriato

“Vogliamo rispondere alle affermazioni del presunto Comitato Amici di Lucca e i suoi Paesi, che utilizza un nome troppo simile a quello del nostro movimento, con un’esperienza di trent’anni. Ci chiediamo se l’uso, indubbiamente discutibile, di un nome simile a quello della nostra associazione possa e forse voglia creare confusione e in ogni caso controlleremo legalmente se tale uso è corretto“. Lo dichiara il movimento Per Lucca e i Suoi paesi.

“Abbiamo letto la dichiarazione del comitato suddetto; questo documento crea confusione fin dalla prima riga, poiché identifica l’asse previsto dal piano regolatore del 1957, con l’attuale asse Nord – Sud. Tale identificazione è imprecisa – afferma Per Lucca e i suoi paesi – e riflette una comunicazione approssimativa del comitato. Chiaramente, i due assi, quello ipotizzato quasi settant’anni fa e quello attuale, sono molto diversi in termini di percorso. Oltre all’introduzione della dichiarazione, oscura come una cortina di fumo, si passa poi alle solite ovvietà che sembrano copiate e incollate da un documento del 1991 redatto dal comitato La Piana per l’Uomo. La soluzione sarebbe sostituire tutti i trasporti su gomma con quelli su ferro, il che sarebbe estremamente costoso e difficile da attuare. Poi si evocano astrali colate di cemento, espressione ridicola e abusata, che non sarebbero, secondo i dati disponibili, maggiore di quella che coinvolgerebbero il territorio duplicando le ferrovie e creando grandi hub di merci intermodali.

“Naturalmente, i membri del comitato denunciano – continua Per Lucca e i suoi paesi -, mettendo insieme un insalata male assortita, il consumo di suolo dovuto all’urbanizzazione dimenticando deliberatamente che, per settant’anni, in Lucchesia si è costruito, cementificato ed urbanizzato senza costruire infrastrutture e senza fare strade. Gli assi stradali, signori del comitato, non sono l’agente di cementificazione e potrebbero essere presentati esempi di città, anche vicine, che hanno assi stradali protetti, che non hanno generato alcuna urbanizzazione. D’altra parte, i comitati di Lucca si oppongono solo quando si stanno per costruire le infrastrutture di trasporto, ma sono silenziosi quando si costruisce ovunque. Il risultato di un ambientalismo miope è avere una città piena di volumi inutili, ma completamente priva di infrastrutture moderne, sia stradali che ferroviarie. La mancanza di infrastrutture adeguate, un velenoso prodotto del falso ambientalismo, ha creato una città inquinata, con camion sulle strade cittadine e con una cattiva qualità della vita“.

In conclusione, auspichiamo la realizzazione dell’asse Nord – Sud, chiedendo che sia una strada protetta e quindi che non provochi alcuna urbanizzazione; sappiamo che ci saranno rotonde agli incroci con alcune strade ordinarie e ribadiamo che sarebbe stato meglio avere degli svincoli, ma è troppo urgente procedere con un’opera necessaria, quindi andiamo avanti. Chiediamo che si riprenda immediatamente la progettazione dell’asse da Antraccoli a San Concordio (casello Lucca Est), che è necessario perché la tangenziale funzioni e per rendere vivibile San Concordio. Crediamo infine che il Comune di Lucca, come fatto in passato a Ponte a Moriano, non appena gli assi diventino realtà, renda di fatto inutilizzabili le strade cittadine per il traffico di transito e lo faccia attraverso sensi unici, cambiamenti di precedenze e limiti di velocità adeguati; in questo modo, come avviene nelle città civili, il traffico di attraversamento sarebbe espulso dalla città ed utilizzerà gli assi stradali. I comitati falsamente ambientalisti – conclude Per Lucca e i suoi paesi – vogliono solo che, per altri cinquant’anni, la strada circolare, come il viale Europa da Marlia a Lammari, rimangano una pericolosa autostrada urbana altamente inquinante per pedoni e ciclisti“.

2026-01-16 16:19:00