
È stato approvato il progetto di bilancio 2025 del Banco di Lucca e del Tirreno (gruppo La Cassa di Ravenna), relativo all’esercizio terminato il 31 dicembre dello scorso anno con un incremento di profitto. Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del presidente Sergio Ceccuzzi e con l’accordo del direttore generale Andrea Pacifici, ha deciso di proporre alla prossima assemblea dei soci un dividendo di 1,55 euro per azione.
I risultati dell’esercizio 2025 del Banco di Lucca e del Tirreno Spa “confermano i successi di crescita raggiunti nell’esercizio precedente – afferma l’istituzione – e sottolineano la competenza operativa dell’istituto in un contesto ancora difficile tanto nel panorama internazionale che per il significativo rallentamento dell’economia in Toscana”. Il Banco, con questi risultati, afferma di avere “rafforzato ulteriormente la propria presenza operativa nel territorio toscano”, grazie anche all’offerta di “servizi sempre più concentrati sulle necessità dei clienti e sull’evoluzione tecnologica”.
Il bilancio del 2025
L’utile corrente, al lordo delle tasse cresciute del 5,3%, è aumentato di circa il 4% a 2,7 milioni di euro. L’utile netto, di 1,74 milioni di euro, è aumentato di circa il 3%.
Il margine di intermediazione e il risultato operativo
Il margine di intermediazione di circa 13 milioni di euro è rimasto sostanzialmente stabile, in seguito ad un calo del margine di interesse e ad un aumento delle commissioni nette.
Il margine operativo lordo, incluso le correzioni per il rischio di credito particolarmente prudenti, di 2,7 milioni di euro, è cresciuto di circa il 4%, anche a causa del controllo dei costi operativi.
Raccolta, impieghi e qualità del credito
La raccolta totale di 802,3 milioni di euro è aumentata del 13,9%: quella diretta (+11%) ha raggiunto 501,1 milioni di euro, mentre quella indiretta di 301,2 milioni di euro è cresciuta del 19,2%.
Gli impieghi ai clienti si sono attestati a 353,9 milioni di euro (-6%), con una crescita dei mutui alle famiglie.
Il crediti netti non performanti rappresentavano a fine anno lo 0,94% del totale dei crediti. (ap-lt)
2026-02-03 17:00:00