
2 febbraio 2026 | 17:13
Il portavoce Liano Picchi: “I motivi richiamano quelli che erano i nostri dubbi su insostenibilità ambientale ed economica”
“Se da più di tre mesi le aziende appaltatrici hanno comunicato che “il progetto non era tecnicamente realizzabile”, perché il sindaco Del Chiaro non lo ha detto ai cittadini e al consiglio comunale al completo? Come poteva continuare a rilasciare interviste in cui assicurava un imminente inizio dei lavori? E Ercolini, dal suo ‘think tank’, che è costato diversi milioni di euro ai cittadini, ne era a conoscenza e colpevolmente taceva? O anche lui non lo sapeva?”. Sono queste le domande poste dai comitati ambientali della Piana di Lucca a seguito delle rivelazioni emerse durante l’assemblea di RetiAmbiente, in particolare dal sindaco di Porcari.
“Una risposta chiara sarebbe finalmente utile per chiarire la buonafede in questione – dice Liano Picchi, portavoce – Queste sono le prime domande che ci vengono in mente dopo aver letto le gravi dichiarazioni del sindaco di Porcari, e finalmente cominciamo a capire perché RetiAmbiente si sia rifiutata di fornire la documentazione richiesta e l’abbia fatta solo a seguito di una diffida legale. Se le regole che Arpat, Asl e Regione hanno imposto per mitigare il rischio sanitario e ambientale non sono applicabili, significa che l’impianto non era in grado di rispettarle come previsto. Ricordiamo, signor sindaco, che lei dovrebbe essere la principale autorità sanitaria del comune e invece sembra vanitoso per essere il primo ad ospitare un impianto sperimentale a spese dei suoi cittadini, la cosa ci lascia molto perplessi”.
“Pochi giorni fa ha invitato l’Asl in consiglio comunale a spiegare che siamo la zona con la peggiore qualità dell’aria della regione e l’unica che addirittura sta peggiorando rispetto alle altre. I tumori e altre gravi malattie legate all’inquinamento sono in aumento e lei risponde soltanto richiamando ulteriori traffico da tutta la regione e nuove emissioni che si aggiungono a quelle, troppe, già esistenti – concludono i comitati – Tutti questi dubbi li avevo espressi più di due anni fa con un documento nella conferenza dei servizi, quando nessuno sapeva, o fingeva di non sapere del grave pericolo che incombeva sulla Piana. In quell’occasione dettagliai i motivi che dimostravano l’insostenibilità ambientale ed economica del progetto e sebbene ci fossero tentativi di farli passare come allarmistici, è evidente che non lo erano se poi sono state imposte regole che hanno reso “il progetto esecutivo inattuabile””.
2026-02-02 17:13:00
