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Salanetti, rigettato l’appello del Comune di Porcari contro la Regione, RetiAmbiente e Comune di Capannori

Salanetti, rifiutato il ricorso del Comune di Porcari contro la Regione, RetiAmbiente e il Comune di Capannori.

La sentenza del Tar Toscana è stata pubblicata oggi (4 febbraio), mettendo un primo punto sulla controversia riguardante il polo impiantistico di Salanetti, respingendo completamente il ricorso del Comune di Porcari e confermando la legittimità dell’autorizzazione unica rilasciata dalla Regione Toscana. I giudici della Seconda Sezione hanno stabilito che il procedimento si è svolto in totale rispetto delle regole, sottolineando prima di tutto che i limiti di conclusione dell’istruttoria previsti dall’articolo 208 del decreto legislativo 152/2006 sono di natura ordinaria: il loro superamento, quindi, non influisce sulla validità del provvedimento finale, ma abilita solo l’intervento dei poteri sostitutivi.

Un passaggio cruciale della decisione riguarda la classificazione del sito e la mancata sottomissione all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Il tribunale ha spiegato che la soglia di 75 tonnellate al giorno, che attiva l’Aia, deve essere calcolata esclusivamente sulla capacità effettiva di trattamento (operazione R3) e non sulla messa in riserva (R13). Poiché la capacità autorizzata è di 50,3 tonnellate al giorno, l’impianto non fa parte delle categorie industriali pesanti, rendendo quindi inapplicabile il divieto di localizzazione in aree a pericolosità idraulica previsto dalla legge regionale per le installazioni soggette ad Aia.

Relativamente alla compatibilità territoriale, il Tar ha evidenziato come l’entrata in vigore del nuovo Piano regionale dell’economia circolare (Prec 2025) abbia cambiato in profondità il quadro dei limiti di localizzazione. Il passaggio decisivo si trova nella distinzione tra i vecchi criteri escludenti e i nuovi criteri preferenziali. Mentre il precedente piano regionale (Prb) prevedeva fattori escludenti che imponevano un divieto assoluto di localizzazione in particolari aree (come la fascia di 200 metri dai centri abitati), il nuovo Prec ha ridimensionato questo parametro a una indicazione preferenziale. Ciò significa che la distanza non agisce più come un ostacolo automatico, ma come un elemento di valutazione tecnica che può essere superato dimostrando, attraverso prescrizioni mitiganti e prove scientifiche, l’assenza di impatti negativi. Pertanto, la riparametrazione del centro abitato tentata dal Comune di Porcari si è rivelata giuridicamente irrilevante, poiché il “vincolo dei 200 metri” non è più una causa di esclusione automatica del sito.

I giudici hanno anche validato le valutazioni tecniche sulle emissioni odorigene e il rischio Pfas, sottolineando che le prescrizioni imposte da Arpat e il monitoraggio costante garantiscono il principio di precauzione. Per quanto riguarda i Pfas, la sentenza specifica che i limiti restrittivi del decreto legislativo 102/2025 si applicano esclusivamente alle acque potabili e non agli scarichi industriali, che in questo caso verranno inizialmente gestiti tramite allontanamento su gomma per evitare impatti sulla rete fognaria non ancora adeguata. Riguardo alla sostenibilità economica, il collegio ha respinto le critiche del Comune definendole congetturali. Il ricorrente non ha infatti fornito analisi contabili alternative o calcoli su indicatori specifici come il cash flow o il Wacc per dimostrare l’instabilità finanziaria del progetto a seguito delle modifiche progettuali.

La sentenza difende la scelta di unire le linee di trattamento dei prodotti assorbenti (Pap) e dei tessuti in un unico sito, considerando questa variazione un’evoluzione fisiologica del progetto già approvata dal ministero nell’ambito dei finanziamenti Pnrr.

Infine, il tribunale ha dichiarato improcedibili o inammissibili i ricorsi collaterali, stabilendo la compensazione delle spese legali a causa della complessità e della novità della materia trattata.

Il commento del sindaco di Capannori, Giordano Del Chiaro, non si è fatto attendere: “Il Tar ha respinto, sotto ogni aspetto, i ricorsi del Comune di Porcari contro l’autorizzazione a costruire l’impianto di riciclo dei prodotti assorbenti a Salanetti. Finalmente è stata fatta chiarezza, dopo ormai anni di insinuazioni e parole infondate. Il Tar ha considerato infondata ogni questione, riconoscendo – come abbiamo sempre sostenuto – che la Conferenza dei Servizi ha svolto un lavoro eccellente, approfondendo ogni punto e dissipando ogni dubbio”.

“Pertanto – dice Del Chiaro – sotto il profilo della salute l’impianto è sicuro; sotto il profilo ambientale l’impianto è sicuro; sotto il profilo idraulico l’impianto è sicuro; sotto il profilo della commerciabilità del prodotto l’impianto è sicuro. L’impianto è sicuro e, inoltre, ci consentirà di riciclare prodotti che oggi finiscono in discarica o incenerimento, dandoci la possibilità di lasciare ai nostri figli un mondo più pulito e consentendoci di mantenere più basse le tariffe dei Comuni di Ascit, nonostante tutto attorno a noi aumenti in continuazione. Quindi, oggi è il giorno della chiarezza e il giorno in cui facciamo un passo in avanti. Pertanto, grazie a RetiAmbiente per il lavoro svolto e alla Regione Toscana, che insieme a noi crede nelle politiche di riuso e riciclo”.

Ora la palla passa al Comune di Porcari che dovrà decidere se proseguire nella controversia davanti al Consiglio di Stato.

2026-02-04 12:05:00