
L’artigianato nell’area
della Toscana Nord-Ovest ha concluso il 2025 confermando una profonda
trasformazione strutturale che ha comportato un progressivo passaggio dai
modelli manifatturieri tradizionali a servizi a valore aggiunto superiore e strutture giuridiche più solide. Questo è quanto riportano
l’Istituto di Studi e Ricerche (Isr) e l’Ufficio Studi della
Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest sui dati
Infocamere-Stockview.
In generale, spiega una nota, il settore ha dimostrato
una buona resilienza e ha ribadito la sua importanza, nonostante
le sfide strutturali legate alla complessità
congiunturale, al ricambio generazionale e alla trasformazione delle
forme organizzative d’impresa.
“I dati del 2025, sebbene evidenzino una leggera contrazione –
afferma Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio
Toscana Nord-Ovest – confermano la resilienza e l’importanza del settore
artigiano nell’economia di Lucca, Massa-Carrara e Pisa. Il
‘saper fare’ tradizionale rimane un patrimonio
distintivo del territorio, capace di valorizzare la cultura,
le competenze e lo sviluppo locale. Allo stesso tempo, è fondamentale
sostenere il ricambio generazionale attraverso la formazione
professionale e favorire l’integrazione di nuove tecnologie,
per poter rafforzare la competitività delle imprese artigiane”.
Il sistema artigiano lucchese ha chiuso il 2025 con 10.309
imprese registrate, sottolineando l’importanza del settore che
rappresenta il 25,7% del tessuto economico provinciale, ben
al di sopra della media nazionale (21,1%) e regionale (24,9%). Tuttavia, il
bilancio annuale mostra una contrazione: 668 nuove
registrazioni contro 763 cessazioni determinano un saldo
negativo di 95 unità, pari a un tasso del -0,9%, in linea con
il dato del 2024. Questa contrazione riflette un ridimensionamento delle attività di manifattura e costruzioni. Le imprese individuali, 75% del
totale (7.736 unità), perdono 60 unità, mentre crescono le
società di capitale (+1,6%). Per quanto riguarda i settori, le costruzioni
rimangono predominanti con 4.304 imprese (42% del totale),
nonostante un calo dell’1,5%, mentre il settore manifatturiero (2.348
unità) registra un calo dell’1,8%.
La provincia di Massa-Carrara ha chiuso il 2025 con 4.591 imprese
artigiane registrate (22,2% del tessuto economico locale). Un saldo
negativo di 78 imprese tra 265 nuove iscrizioni e 343 cessazioni
(al netto delle cancellazioni ufficiali) pari al -1,7%, il più
importante dell’area. Anche qui le costruzioni rimangono il pilastro con 1.909 imprese, seguite dai servizi (1.645 unità) e
dal settore manifatturiero (994 unità).
Nel Pisano, si registrano 9.725 imprese (23,7% del tessuto
economico provinciale). Ci sono state 644 nuove iscrizioni a
fronte di 740 cessazioni (-96 unità). Le costruzioni mantengono
il primato con 3.910 imprese (40,2%) mostrando una crescita
sebbene lieve (+0,1%), mentre il settore manifatturiero (2.150 unità)
registra un calo del 3,3%. Nei servizi (3.551 imprese, -0,8%)
spiccano i servizi di supporto alle imprese in crescita del
2,3%, trainati dalla manutenzione del paesaggio e dalla pulizia
generale di edifici.
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2026-02-13 18:01:00