
Luca Simoncini riconfermato alla guida della Cia Toscana Nord nell’assemblea provinciale che si è svolta a Capannori.
Luca Simoncini è stato riconfermato alla guida della Cia Toscana Nord per altri 4 anni. Questo è il risultato dell’assemblea che si è svolta questa mattina (14 febbraio) a Capannori, nella sala del consiglio comunale e che ha visto riuniti gli associati sia della provincia di Lucca, sia di quella di Massa Carrara, i due territori compresi nella Cia Toscana Nord, confrontarsi prima di votare il presidente che guiderà l’associazione per il prossimo quadriennio.
All’assemblea hanno partecipato, oltre al presidente regionale della Cia, Valentino Berni e al direttore regionale, Giordano Pascucci, l’assessore di Capannori responsabile della delega all’agricoltura, Gaetano Ceccarelli, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi, il presidente nazionale dell’Associazione nazionale pensionati della Cia, Alessandro Del Carlo, la vicepresidente regionale, Giovanna Landi e tutti i responsabili locali delle varie articolazioni dell’associazione.
Durante la mattinata è nato un dibattito che ha visto dapprima Simoncini e Berni confrontarsi sui temi più urgenti da affrontare per il settore agricolo e, successivamente, si è arricchito con gli interventi degli associati che hanno evidenziato alcune questioni da affrontare per poter rilanciare veramente il settore.
Simoncini ha confermato l’impegno della Cia Toscana Nord nei confronti della nuova Pac: «Abbiamo manifestato a Bruxelles tre volte negli ultimi 8 mesi – ha detto – perché è nostra intenzione cambiare la nuova Pac, portando proposte concrete per modificarla». Ha inoltre parlato di dare priorità alla produzione e alla sicurezza alimentare. «È necessario – ha sottolineato – ridurre la dipendenza dalle importazioni: oggi importiamo il 50% della produzione agricola nazionale, nonostante il settore agroalimentare, negli ultimi anni, sia cresciuto del 187%. Quello che dobbiamo fare è garantire il giusto prezzo all’agricoltore, oggi anello debole della produzione. Il made in Italy deve essere incentivato potenziando il rispetto della filiera dal campo alla tavola italiana e quello che chiediamo è che venga istituito un portale contro le pratiche sleali».
Il neo-eletto presidente ha sottolineato come intende proseguire nella valorizzazione del progetto ‘Nutriamo il futuro’, lavorando su più fronti: quello locale coinvolgendo sempre più realtà, come già accaduto proprio a Capannori, per introdurre i prodotti locali nelle mense scolastiche e su quello nazionale affinché quella del prodotti locali nelle mense scolastiche divenga pratica normale e condivisa. «Proseguiremo anche nel nostro percorso di educazione alimentare nelle scuole – ha aggiunto – perché pensiamo che sia determinante per creare i consumatori consapevoli di domani e, a questo proposito, stiamo cercando di far accettare questa tematica come materia obbligatoria di studio nelle scuole italiane».
E, inoltre, si è parlato di ricambio generazionale e di imprenditoria femminile, poiché «senza giovani e senza donne – come ha detto il presidente Simonincini – il settore non ha futuro. Servono politiche mirate e permanenti per favorire il ricambio generazionale in agricoltura, nonché riconoscere e promuovere l’imprenditoria femminile».
Un altro punto cruciale che riguarda da vicino l’area della Cia Toscana Nord è quello dell’abbandono delle aree interne: «Per contrastare questo fenomeno – ha detto Simoncini – serve un cambio di mentalità radicale e in questo le aziende agricole possono svolgere un ruolo fondamentale di presidio del territorio, nonché avere un ruolo come hub di erogazione di servizi sociali, turistici, energetici e di presidio territoriale».
Non poteva mancare nell’ambito di un dibattito ampio come quello che ha caratterizzato l’assemblea della Cia Toscana Nord, la gestione della fauna selvatica come tema centrale. Per Simoncini è necessario introdurre nuovi strumenti per il contenimento della fauna selvatica, così come serve urgentemente una strategia più incisiva per contrastare la Peste suina africana (Psa): «Almeno nei nostri territori – sottolinea – le recinzioni chilometriche si sono dimostrate inefficaci per contenere il diffondersi della Psa ed estremamente costose. A nostro avviso è necessario aumentare il depopolamento attraverso i cacciatori». E sono urgenti anche politiche chiare nei confronti dei grandi predatori: «Se il ritorno dei carnivori è ritenuto un fatto positivo dalla società nel suo complesso, è mia ferma convinzione che sia la società stessa che si deve fare carico di proteggere chi fa reddito con l’allevamento, mentre finora la difesa dalle predazioni è rimasta a carico degli allevatori».
I temi trattati, quindi, sono stati molti e tutti importanti per un vero rilancio del settore agricolo. «L’agricoltore del futuro – conclude Simoncini – ha bisogno di un’associazione che evolva anche digitalmente. Le attività burocratiche saranno gestite sempre più autonomamente dagli imprenditori stessi e, quindi, l’associazione sarà valutata sulla sua capacità di incidere sulla politica e la sua forza come consulenza strategica. La sfida per Cia è quella di diventare un’organizzazione efficiente e digitale, ma capace di tornare in campo per mantenere il legame umano e fisico con gli associati».

2026-02-15 09:01:00