
Un confronto tra soggetti istituzionali, ricercatori e operatori del settore apistico per fare il punto sul piano di gestione della vespa velutina nel triennio 2023-2025: criticità emerse, punti di forza e nuove proposte per proseguire nella gestione della specie aliena in Toscana.
Come riportato sul sito Toscana Notizie, si è tenuto ieri a Firenze il convegno dedicato ai risultati del Piano di gestione 2023-2025 del calabrone asiatico, noto anche come vespa velutina. L’evento, aperto dall’assessore all’agricoltura Leonardo Marras, ha visto la partecipazione degli esperti dell’Ispra, delle istituzioni scientifiche e delle associazioni apistiche regionali, per fare il punto sull’emergenza che minaccia un settore d’eccellenza del territorio toscano. È noto infatti che la specie esotica invasiva arreca ingenti danni al comparto apistico rappresentando una minaccia per tutti gli insetti pronubi e quindi per la biodiversità dei nostri ecosistemi; la Toscana è la seconda regione in Italia per numero di apicoltori commerciali (oltre 2.000), la terza per numero totale di apicoltori e la quarta per numero di apiari.
La vespa velutina rappresenta una minaccia concreta per l’intero settore: essendo un predatore diretto delle api mellifere, il calabrone asiatico a zampe gialle causa perdite negli alveari che possono arrivare fino al 50% e attacca anche altri insetti pronubi. Eliminando i principali responsabili dell’impollinazione e della riproduzione delle piante, la vespa velutina contribuisce alla perdita di biodiversità vegetale (studi recenti stimano che in Toscana ci siano 62 specie a rischio di estinzione).
Toscana Notizie riferisce che durante i lavori sono emerse proposte di revisione delle metodiche previste per il contenimento della specie, alla luce dell’esperienza dei tre anni di attuazione del piano e anche in considerazione del significativo bilancio nel triennio: sono stati eliminati circa 1.300 nidi di vespa velutina, oltre il 90% dei quali nelle province di Massa Carrara e Lucca.
“La difesa dell’apicoltura toscana è una priorità strategica per la Regione”, commenta su Toscana Notizie Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione, “perché non si tratta soltanto di un comparto produttivo di grande valore economico e occupazionale, ma di un presidio fondamentale per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio dei nostri ecosistemi. I risultati ottenuti dal Piano di gestione negli ultimi anni dimostrano che il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni sta producendo effetti concreti; dobbiamo però essere consapevoli che la vespa velutina è una minaccia strutturale e non episodica. Per questo intendiamo rafforzare il sistema di monitoraggio, investire in innovazione e formazione, sostenere gli apicoltori e consolidare il coordinamento tra enti locali e comunità scientifica. La Regione continuerà a garantire risorse e strumenti adeguati, finanziando l’attuazione del piano anche nel 2026, perché proteggere le api significa proteggere l’agricoltura, la qualità delle nostre produzioni, la biodiversità e il futuro del territorio toscano”.

Anche il Consorzio del Miele della Lunigiana DOP ha partecipato al convegno. “È stato bello vedere tanta partecipazione ad un appuntamento-sintesi di quanto fatto dal 2023 a adesso”, afferma il presidente del Consorzio, Fabio Venè. “Il piano regionale di gestione della vespa velutina è un percorso a cui abbiamo preso parte fin dall’inizio nella convinzione che valorizzare e tutelare il Miele della Lunigiana DOP significhi, prima di tutto, proteggere le api che lo producono”.
“La vespa velutina”, prosegue Venè, “attacca infatti le api mellifere, alla base della biodiversità del territorio, minacciando gli ecosistemi e soprattutto quelli più delicati. Contrastarne la diffusione in Lunigiana (e Toscana) è fondamentale per difendere l’ecosistema e quindi la qualità di ciò che come ecosistema produciamo”.
“Questo insetto alieno”, conclude Venè, “è inoltre pericoloso anche per la salute pubblica. Per tutti questi motivi, il piano si rende fondamentale già adesso. Il ritardo nella diffusione della specie e i risultati positivi sin qui ottenuti si devono alla rete e all’azione collaborativa degli attori in campo”.
In questo senso, il Consorzio del Miele della Lunigiana DOP, in rete con istituzioni ed esperti dell’ambito, opera da sempre anche come ente impegnato nella divulgazione e promozione della cultura apistica, ambito determinante per la salubrità del territorio.
Per informazioni sul piano di gestione della vespa velutina e sulle modalità di intervento, è possibile consultare il sito https://www.stopvelutina.it/. Per segnalazioni relative a nidi e avvistamenti, è possibile utilizzare lo stesso sito oppure inviare foto e località o coordinate all’indirizzo: assistenzatecnica@toscanamiele.it – via WhatsApp al 3389161428.
2026-02-19 21:44:00