
25 febbraio 2026 | 20:58
Gli insegnanti: “Nella polemica una critica del sistema educativo. Felici di accogliere persone competenti nel dibattito”
Lezione senza contraddittorio, secondo i professori non è così e in ogni caso il dibattito è aperto a ogni contraddittorio. A parlare, per spiegare la loro posizione, sono Elisa Greco, Leana Quilici, Daniele Silvestri e Orazio Trinchera, referenti per l’educazione civica delle classi quinte del Liceo Majorana
“Si sostiene che il Liceo Majorana di Capannori avrebbe promosso un incontro orientato a favore del no in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026. In qualità di insegnanti dell’istituto e organizzatori dell’iniziativa, riteniamo sia necessario fornire alcuni chiarimenti su tale ricostruzione. La richiesta del “contraddittorio” in un incontro di questo tipo merita una riflessione più profonda. Presuppone infatti un certo modo di intendere il ruolo della scuola e dei professionisti che vi operano. Alla base di questa impostazione sembra esserci l’idea che un insegnante o un professionista, nell’adempimento delle proprie funzioni, non sia capace di distinguere tra le proprie opinioni personali e i contenuti disciplinari oggetto della questione, né di presentare in maniera equilibrata e documentata i vari aspetti di questa stessa questione. Una tale posizione implica una valutazione negativa della capacità dell’istituzione scolastica e del sistema educativo di garantire pluralismo, accuratezza e correttezza nell’attività formativa”.
“Un’impostazione di questo tipo, se generalizzata – affermano – rischia di nutrire una sfiducia sistematica verso le istituzioni pubbliche, considerate inevitabilmente parziali o ideologicamente connotate. La nostra esperienza e la nostra pratica quotidiana in classe si basano su un presupposto diverso: il compito dell’insegnamento è di fornire agli studenti strumenti conoscitivi il più possibile ampi e dettagliati, così che ognuno possa formulare un proprio giudizio in maniera autonoma e consapevole. Questo vale sia per il tema del referendum che per qualsiasi altro argomento affrontato durante il percorso scolastico”.
“È inoltre importante ricordare che l’idea di un’influenza unidirezionale e deterministica esercitata dai docenti sugli studenti non tiene adeguatamente conto della complessità delle dinamiche educative e dell’autonomia critica tipica dell’età adolescente – spiegano ancora i professori – I ragazzi non sono semplicemente riceventi di contenuti, ma soggetti capaci di confronto, di distanza critica e di valutazione personale. Per queste ragioni riteniamo che la scuola debba mantenere una propria specificità rispetto ad altri contesti comunicativi, come quelli mediatici, in cui il contraddittorio assume spesso forme e finalità differenti. In ambito scolastico, l’obiettivo primario non è la messa in scena di posizioni opposte, ma la costruzione di competenze critiche attraverso un lavoro didattico basato su responsabilità professionale e consapevolezza del proprio ruolo istituzionale”.
“È su questa responsabilità professionale che si basa l’azione dei docenti coinvolti nell’iniziativa in questione – concludono i professori – nella convinzione che la scuola pubblica abbia il dovere di promuovere strumenti di comprensione e non di orientare le scelte degli studenti. Se comunque si ritiene che l’unico equilibrio possibile sia quello offerto dal contraddittorio, la scuola sarà lieta di accogliere qualsiasi persona competente che si voglia indicare per garantire questa possibilità”.
2026-02-25 20:58:00
