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Baronti: ‘Casi Antraccoli e Oltreserchio? Il frutto di errori decennali da parte di diverse generazioni di amministratori pubblici’

Le diverse emergenze ambientali che stanno colpendo la Piana di Lucca non sono causate dal destino cinico e imprevedibile; nell’Antraccoli l’acqua profuma di gas ed è inutilizzabile non solo per la cucina ma anche per l’igiene personale. Lo stesso odore si inizia a sentire anche nei pozzi privati di Santa Margherita, per non parlare dell’Oltreserchio, dove l’acqua marrone sgorga dai rubinetti. Infine, va segnalata la presenza di Pfas, i pericolosi inquinanti eterni, trovati un po’ ovunque, inclusi alcuni pozzi dell’acquedotto pubblico come quello di San Filippo, ma anche Marlia e Lammari”. L’ex assessore regionale all’ambiente Eugenio Baronti, responsabile dell’ambiente nella Sinistra Italiana, ha idee chiare sulle questioni ambientali emerse nel territorio del Comune di Lucca.

Tutti si sono dimenticati che sotto Salanetti si trova ancora il sarcofago di cemento che custodisce 1500 barili di sostanze tossiche e pericolose, una vera e propria bomba ecologica prodotta da un’azione criminale, collocata direttamente sopra la falda, la più grande riserva d’acqua che serve quasi tre province”, ricorda Baronti – No, la sfortuna non si accanisce contro di noi, è il risultato di errori politici commessi da diverse generazioni di funzionari pubblici”.

“Vi sembra normale – commenta – che nel 2026, molti residenti di Picciorana e Tempagnano, a due passi dalla città situata su un piano aperto, o nelle zone dell’Oltreserchio, ma anche in diverse frazioni di Capannori, siano ancora privi di servizio di acquedotto e spesso anche di fognature? La Piana di Lucca presenta un ritardo storico nell’estensione delle reti di acquedotto e fognature rispetto a tutti gli altri comuni della Toscana, non è una coincidenza, ma il risultato di uno scambio politico lungo molti anni tra cittadini e amministratori, quando bastava scavare un tubo nel terreno per 5/6 metri e sgorgava acqua ancora buona e completamente gratuita, al costo di un po’ di energia elettrica per la pompa. Quindi, perché investire per estendere le reti di acquedotto e far pagare per l’acqua, quando si può averla gratis? Le generazioni di amministratori negli anni hanno favorito e mai messo in discussione questa mentalità miope. Poi, dopo il selvaggio sviluppo dell’industrializzazione, hanno iniziato i primi inquinamenti delle falde, i primi pozzi di acqua non potabile e in alcuni casi non utilizzabile per nessuno scopo. Da allora, la richiesta del servizio di approvvigionamento idrico è aumentata e oggi paghiamo per questi ritardi”.

“Come se questi errori di valutazione non bastassero, oggi, l’amministrazione comunale di Lucca si è ostinata in una contesa legale assurda per difendere la sua azienda Geal, presentata, indipendentemente dai numeri e dai risultati, come il piccolo gioiello di famiglia da proteggere con unghie e denti. Mai un racconto è stato così fasullo, perché Geal, alla scadenza della concessione, da diversi anni ha progressivamente ridotto i suoi investimenti nei servizi, limitandosi alla manutenzione ordinaria, diventando l’ultimo per gli investimenti pro capite tra tutti i gestori a livello regionale. Ma nei giorni d’oggi, ha garantito buoni dividendi alla fine dell’anno per i soci privati e per il Comune di Lucca. Invece di prepararsi in anticipo e con calma per il passaggio del servizio al gestore pubblico unico previsto dalla legge, elaborando un serio programma di investimenti, concordato con Gaia, il gestore subentrante, il sindaco di Lucca ha scatenato una guerra inutile e persa in partenza, le cui conseguenze saranno pagate dai cittadini perché in questa zona grigia dell’incertezza, non ci potranno essere nuovi investimenti e tutto si ritarda di un anno. I cittadini che chiedono di poter accedere all’acquedotto per aver garantito il loro diritto ad acqua sicura, dovranno aspettare ancora ma nel frattempo, possono ringraziare il loro sindaco guerriero”.

2026-02-28 21:48:00