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Attività di indagine straordinaria nella zona di Antraccoli (Lucca)

In seguito a una segnalazione ricevuta alla fine di novembre 2025 dal Comune di Lucca, riguardante la presenza di odori descritti dai cittadini come “sulfurei” nell’acqua di alcuni pozzi privati, l’ARPAT ha avviato un’attività straordinaria di indagine ambientale finalizzata a identificare la natura, le cause e l’estensione del fenomeno.

L’Agenzia ha effettuato una serie di campionamenti delle acque di falda e approfondimenti analitici, in collaborazione con i laboratori ARPAT di Livorno e Siena. Le analisi hanno permesso di attribuire l’origine dell’odore alla presenza di tetraidrotiofene, un composto solforato comunemente utilizzato per l’odorizzazione del gas metano. Per individuare la sostanza, è stato necessario sviluppare un metodo analitico specifico, messo a punto da ARPAT, dato che il contaminante non è incluso tra quelli previsti dalla normativa attuale sulle acque sotterranee.

A metà febbraio 2026 i risultati delle indagini sono stati inviati al Comune di Lucca e all’ASL competente, che hanno adottato le misure afferenti alle loro competenze, tra cui l’ordinanza di divieto di utilizzo delle acque dei pozzi implicati e l’attivazione della fornitura d’acqua tramite autocisterne.

ARPAT sta ancora conducendo indagini per determinare le cause e i possibili meccanismi di contaminazione, così come le eventuali responsabilità, allo scopo di guidare le future azioni di messa in sicurezza e bonifica.

L’Agenzia partecipa anche al tavolo tecnico istituito dal Comune di Lucca, insieme alla ASL, GEAL, GESAM e ai rappresentanti dei cittadini, per il continuo monitoraggio della situazione e la definizione delle misure necessarie per gestire l’emergenza. Il primo incontro si è tenuto la mattina di venerdì 27 febbraio 2026.

Foto di Silvan Schuppisser su Unsplash

2026-03-02 13:59:00