

Sabato (7 marzo) è iniziata la 37ª Mostra delle antiche Camelie della Lucchesia, che si terrà, come ogni anno, a Compitese, fino al 29 marzo, con eventi speciali durante i fine settimana, organizzata dal Centro Culturale del Compitese, cooperativa sociale. E subito si scatena la polemica.
Sul tema interviene il consigliere di Capannori Cambia, Bruno Zappia: “Vorrei sottolineare che, con una delibera del consiglio di settembre, è stata identificata la gestione del giardino Camellietum, di proprietà del comune, da assegnare a una entità del terzo settore sulla base, tra l’altro, di un piano economico-finanziario (legato alle prospettive di redditività) molto allettante. Di conseguenza, con la delibera 44 del 20 gennaio 2026, è stato pubblicato un bando pubblico per selezionare tali entità, interessate a un contratto decennale con il Comune, sulla base dell’articolo 56 del decreto legislativo 117/017. Tutto sembrava già predisposto verso una direzione ovvia, dato che da tempo il centro culturale di cui sopra gestisce il Camellietum e la Mostra delle camelie. Tuttavia, nonostante questa cooperativa fosse l’unica partecipante e si fosse candidata alla selezione, durante il controllo della regolarità, è emerso che il Centro culturale dell’ex consigliere Orsi, è certo un’entità del terzo settore, ma manca del requisito di Odv (organizzazione di volontariato) o di Aps (Associazione di promozione sociale) che l’articolo 56 richiede come obbligatorio, per stipulare un accordo con la pubblica amministrazione”.
“Quindi – continua Zappia – con la delibera 230 del 5 marzo, l’unico proposta di interesse presentata, non è stata ammessa alla procedura. Inoltre, con la delibera 231 dello stesso giorno, è stato comunque assegnato al Centro Culturale il servizio di manutenzione e cura del camellietum per tre mesi (con pagamento di 4490 euro più IVA). Questa decisione è giustificata dalla necessità di avere il tempo per approvare un nuovo bando, alla ricerca di un altro soggetto che curi questo importante giardino e lo valorizzi… Sono rimasto sbalordito. Come è possibile che i vertici del comune, dopo tutti questi anni di collaborazione esclusiva con il Centro Culturale, non sapessero che esso non aveva i requisiti necessari per stabilire un contratto regolare? La legge ne richiede almeno uno, perché le finalità perseguite devono essere di interesse pubblico e non lucrative. Come sono stati i rapporti tra le parti, fino ad ora? Infatti, non mi sembra, che i profitti, anche sottraendo le spese sostenute, derivanti dalle visite al camellietum e dalla mostra delle camelie (pensiamo ad esempio alle folle di visitatori e ai biglietti, quest’anno di 10 euro nei fine settimana e 6 euro nei giorni feriali) siano mai state versate al Comune di Capannori… Mi viene anche il dubbio che gli organi decisionali avessero già un’alternativa in mano, pronta a prendere il posto del Centro Culturale, ma questo certo non dà una bella immagine di affidabilità” .
“Inoltre, mi chiedo: domenica 22 marzo, oltre alla mostra delle camelie, è previsto anche il referendum confermativo. Con tutti i divieti di transito attualmente in vigore, sarà garantito ai cittadini votanti un adeguato e agevole accesso ai seggi dell’area interessata? Tutto questo, è un imprevisto o è il solito caos? Come consigliere comunale che supervisiona e controlla, sono preoccupato per quanto accaduto. Come cittadino di Capannori, rimango senza parole, di fronte a chi ‘amministra’ la comunità e il territorio in questo modo”.
2026-03-09 22:33:00