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Acqua inquinata ad Antraccoli. L’opposizione perde la pazienza: Atteggiamento insufficiente

Un straordinario consiglio comunale riguardo al caso dell’acqua inquinata. A richiederlo sono le forze di opposizione dopo l’arrivo degli avvisi di garanzia per i leader della società partecipata Gesam, che è coinvolta nell’indagine sull’inquinamento da tetraidrotiofene (Tht) nei pozzi di Antraccoli.

Viene contestato direttamente il sindaco Mario Pardini, a cui viene ora chiesta “risposte e azioni concrete”.

“Riteniamo totalmente insufficiente l’atteggiamento della parte politica, che ha fatto il minimo necessario limitandosi ad attendere l’azione degli uffici e delle altre entità coinvolte”, dicono i rappresentanti di Pd, Avs, Lucca è un grande noi, Lucca Civica-Volt-Lucca è popolare e LibDem. Nel mirino ci sono le soluzioni proposte dal Comune – come la cisterna di acqua potabile e il rubinetto non ancora installato – giudicate in ritardo e insufficienti. “È necessario – continuano – immediatamente mettere a disposizione i fondi per collegare l’acquedotto alla zona est di Lucca“.

I consiglieri chiedono anche rassicurazioni per le famiglie non colpite dall’ordinanza e quindi non ‘campionate’ da Arpat e rimproverano al sindaco di non aver mai incontrato i cittadini di Antraccoli – ad eccezione dell’ultima riunione del tavolo tecnico richiesta proprio dall’opposizione – che si sarebbero invece sentiti ingiustamente accusati da Pardini e l’assessora all’ambiente Consani, che hanno liquidato le richieste di maggiore intervento come polemiche strumentali.

“Abbiamo sempre scelto di avere un approccio totalmente collaborativo, ritenendo che la cosa più importante fosse supportare i cittadini nella risoluzione del problema – continuano – Ci sono però molte domande a cui l’amministrazione deve rispondere: come mai fino al 23 febbraio nessun membro della giunta ha trovato il tempo di pronunciare una parola sulla questione, quando il problema era noto da novembre 2025? Il sindaco crede che sia corretto aver scaricato tutto il peso della gestione dell’evento sugli uffici (che noi invece ringraziamo) fino a quando non è stato costretto a firmare le prime ordinanze di non potabilità il 20 febbraio, su richiesta dell’Asl?”

Anche la questione dei collegamenti all’acquedotto è sul tavolo. “Come può l’amministrazione pensare di scaricare tutti i costi sui residenti, costringendoli a pagare migliaia di euro per risolvere un problema che non hanno creato? Non ci interessa se l’azienda di Lucca ha i suoi investimenti bloccati a causa delle scellerate scelte del consiglio. Gli investimenti devono essere pagati dal Comune, garantendo un approvvigionamento idrico totalmente sicuro per i residenti della zona est di Lucca.” “Infine – concludono – il Comune ha eseguito una mappatura di tutti i siti a rischio, dove potrebbe esserci un problema simile? È compito del sindaco proteggere la salute dei cittadini, e non bastano più risposte parziali, è necessaria un’azione preventiva su tutto il territorio”.

Jessica Quilici

2026-04-05 06:56:00