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Legge sulla fine della vita, Capannori 2034: “L’accesso al suicidio assistito medicalmente è un diritto”

La lista civica Capannori 2034 risponde al consigliere comunale Domenico Caruso di Noi Moderati sulla Legge Regionale numero 16 del 2025 “con l’aspirazione di chiarire il pensiero di molti su un argomento tanto cruciale quanto delicato come il fine vita“.

“La Legge Regionale numero 16 del 2025 della Regione Toscana, è la prima in Italia a regolamentare le modalità organizzative per l’accesso alla procedura di suicidio medicalmente assistito. Stabilisce criteri ben definiti per l’accesso alle procedure (malattia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche insostenibili, pazienti mantenuti in vita da trattamenti di supporto vitale) per individui pienamente in grado di prendere decisioni libere e consapevoli. Tali criteri sono attentamente verificati da una Commissione Multidisciplinare Permanente composta da diversi professionisti specializzati nel campo (medici, psicologi, infermieri, specialisti) che lavorano su base volontaria”.

“Questa legge – continua la lista civica – non esclude assolutamente l’accesso ai percorsi già esistenti per le cure palliative, il trattamento del dolore, il supporto psicologico e i percorsi di accompagnamento. E non definisce il suicidio medicalmente assistito come l’unica soluzione per pazienti in condizioni di fragilità e irreversibilità cronica. La Legge piuttosto, tutela il diritto all’autodeterminazione sulla propria vita: non stiamo parlando di promuovere o incoraggiare la morte, ma di riconoscere la dignità e l’autonomia di un individuo di fronte a sofferenze estreme ed irreversibili, non alleviate nemmeno dalle cure palliative. In una società libera, un adulto capace di intendere e di volere, ha il diritto di prendere decisioni cruciali sulla propria vita”.

“Questo diritto – afferma Capannori 2034 – deve estendersi fino al momento della morte. Consentire il suicidio medicalmente assistito significa rispettare la volontà di chi non desidera prolungare un’esistenza ridotta a puro dolore, mantenendo il controllo sulla propria storia di vita fino all’ultimo capitolo. Per molti, la morte assistita non è una rinuncia, ma l’atto finale di dignità. È l’opportunità di evitare una fase finale di degrado fisico e psicologico insostenibile, scegliendo una dipartita serena, nel luogo e nel momento desiderati, circondati dai propri cari”.

Non si tratta di una scelta banale, ma di una decisione meditata, che diventa radicata in un rigoroso quadro legale e sanitario che esamina criteri inequivocabili e garantisce una volontà persistente, consapevole ed informata in assenza di alternative accettabili per la persona, dopo aver sondato tutte le opzioni, incluso le cure palliative complete. Non è una contraddizione etica e logica e non mina il valore della vita; al contrario, rafforza il valore attribuito alla qualità di vita e all’autonomia dell’individuo”.

“Sostenere l’accesso al suicidio medicalmente assistito – conclude la lista civica – non è un attacco alla vita, ma la difesa del diritto di morire con la stessa dignità e autonomia con cui si è scelto di vivere (anche in sofferenza). In quest’ottica, fornire questa opzione diventa un dovere di civiltà“.

2025-11-02 15:57:00