Press ESC to close

Maxisequestro scattato a Altopascio: Pesce scaduto da oltre sei mesi trovato in un deposito

24 dicembre 2025 | 17:40

Condividi0

Pesce scaduto da oltre sei mesi in un deposito di Altopascio: scatta il maxisequestro

È stata riscontrata anche la mancanza di tracciabilità e la cattiva conservazione di cinque tonnellate di mazzancolle, tonno e pesce spada

Cinque tonnellate di pesce scaduto o invisibile nei magazzini di un grossista di Altopascio, tranci di squalo in via d’estinzione illegalmente importati dalla Cina a Campi Bisenzio e ristoranti chiusi per gravi carenze igieniche. È questo il ritrovato, preoccupante ma indispensabile, dell’operazione nazionale Fish.net condotta dalla Guardia Costiera in Toscana in vista delle feste natalizie.

L’indagine ha messo in luce un mercato alternativo che mette a rischio la salute dei consumatori e l’ecosistema marino. Il colpo più duro è stato dato ad Altopascio, dove gli ispettori di Livorno e Viareggio hanno scoperto un enorme deposito di prodotti ittici illegali. Si sono confiscati circa 5mila chili tra mazzancolle, tonni e pesce spada: gran parte della merce non solo non aveva tracciabilità, ma presentava anche date di scadenza superate di sei mesi. Un rischio alimentare enorme, aggravato da metodi di conservazione che violavano gravemente le norme di stoccaggio.

Ma le irregolarità non si sono fermate alla cattiva conservazione. A Campi Bisenzio, presso un importatore, i militari hanno scoperto 250 chili di squalo carcarino, una specie protetta dalla convenzione Cites perché a rischio estinzione. La merce, arrivata illegalmente dalla Cina, era già pronta per essere venduta. Il proprietario è stato denunciato penalmente per detenzione di specie protette.

L’offensiva della Guardia Costiera, coordinata a livello nazionale dal Centro di Controllo della Pesca, ha raggiunto anche il settore della ristorazione. Grazie a un protocollo con la Regione Toscana e l’Azienda Usl, i controlli a Portoferraio, Marina di Carrara ed Empoli hanno portato alla chiusura immediata di due ristoranti etnici a causa di condizioni igienico-sanitarie definite “gravi”.

“Garantire prodotti sicuri e tracciabili è un baluardo di legalità fondamentale” ha sottolineato l’ammiraglio ispettore Capo Sergio Liardo. In un anno, il 2025, che ha visto la cucina italiana riconosciuta come patrimonio Unesco, la protezione della filiera ittica diventa anche una difesa del made in Italy.

I numeri totali dell’operazione nazionale parlano chiaro: 130 tonnellate di pescato sequestrato e multe che toccano il milione di euro, un dispiegamento di oltre 3600 militari per assicurare che la cena degli italiani non si trasformi in una frode pericolosa.

2025-12-24 17:40:00