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La bara è troppo lunga per il loculo, la tumulazione al cimitero viene saltata

10 gennaio 2026 | 16:33

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La bara è troppo lunga rispetto al loculo, salta la tumulazione al cimitero

Episodio sgradevole durante la sepoltura dell’imprenditore Giuliano Fanucchi, il cui funerale si è tenuto il 27 dicembre.

Controversie per la sepoltura dell’imprenditore Giuliano Fanucchi, scomparso lo scorso 24 dicembre. A raccontare quanto accaduto è il fratello Luciano.

“Oggi (10 gennaio, ndr) – afferma – finalmente avrebbe dovuto avere luogo la sepoltura del corpo di Giuliano, il cui funerale è stato celebrato il 27 dicembre. In questo lungo periodo, la bara, che contiene il corpo, è rimasta nella cappellina del cimitero; non c’erano tombe disponibili in cui seppellire il mio amatissimo fratello. Durante questo non breve intervallo di tempo sono stati costruiti due loculi. Questa mattina alle 9 doveva avvenire la sepoltura definitiva, tutto era pronto, il prete per l’ultima benedizione e i familiari, con il loro rinnovato dolore, presenti per il definitivo addio.

“Gli operatori cimiteriali trasportano la bara e organizzano tutte le operazioni necessarie per completare l’ultimo atto. Al momento della posa della bara nella tomba, si verifica un episodio improprio e veramente biasimevole – spiega Luciano Fanucchi. La bara è più lunga dello spazio che il prefabbricato in cemento doveva avere. Pertanto, dopo vari tentativi, non certo qualificanti per un servizio che dovrebbe tener conto anche del momento particolarmente doloroso per i parenti, ci si rende conto che le dimensioni non corrispondono. Si decide di riportare la bara nella cappellina in attesa che la tomba venga resa adeguata per accogliere la bara di mio fratello. Oltre al dolore, l’onta di una sepoltura simulata.

“Che cosa dobbiamo pensare di un disservizio, peraltro non proprio economico, che aumenta ulteriormente la sfiducia e la giustificata indignazione nei confronti degli organi incaricati del rispetto dovuto di fronte alla morte e all’esecuzione di delicati e importanti atti umani? – conclude Fanucchi. Le situazioni come quella descritta richiedono una riflessione profonda e la volontà di migliorare per evitare che si ripetano in futuro, per il bene delle famiglie e la dignità delle persone decedute.”

2026-01-10 16:33:00