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Assi Viari, Baccelli contro la decisione di Capannori: “Ritirare l’appello al Tar, se si perde il finanziamento sarà colpa di Menesini e Del Chiaro”

Un appello per ritirare il ricorso al Tar contro le arterie stradali dal Comune di Capannori. Ciò si traduce in una lunga e dettagliata analisi per ricordare il percorso (e i risultati ottenuti) di un progetto che si attendeva dagli anni ottanta.

Stefano Baccelli, ex presidente della provincia ed ex assessore regionale, ora cittadino privato ma ancora affiliato al Pd, è in piena effusione.

Tutto, o quasi tutto, si riassume nel seguente appello: “Il mio è un vero appello al sindaco Giordano del Chiaro per ritirare questo ricorso al Tar, un ricorso al Tar che è strumentale dal punto di vista legale, che è ingiusto rispetto all’impegno che molti, incluso me stesso, abbiamo dedicato per risolvere un problema precedentemente sollevato nel progetto delle arterie stradali dal Comune di Capannori, il passaggio da via Domenico Chelini, poi trasformato nelle parole dell’ex sindaco Menesini in un ‘troiaio’ e infine proprio con il mio ruolo di assessore regionale, con la soluzione alternativa della circonvallazione di Tassignano

“Quindi io chiedo – continua – di ritirare questo ricorso, perché l’intento è di distruggere il progetto definitivo e quindi di disfare il progetto. Lui dovrebbe ritirarlo, soprattutto perché il segretario della Lega e ministro delle infrastrutture Salvini, non particolarmente generoso con la Toscana, potrebbe dedurre che un’amministrazione di centrosinistra non vuole realizzare il progetto. In questo caso Luca Menesini da un lato e prima Giordano Del Carlo dall’altro stanno assumendo la responsabilità di perdere 170 milioni di euro per realizzare un progetto atteso da oltre 20 anni”.

Ma la riflessione di Baccelli parte da molto lontano.

“Il processo per le arterie stradali lucchesi, per realizzare l’arteria nord-sud da 170 milioni di euro, è concluso. Il progetto definitivo è stato approvato dal commissario Mucilli e dal presidente Giani e ora è possibile iniziare con il progetto, anche con l’appalto integrato senza attendere il progetto esecutivo”.

Così si conclude, dopo vent’anni, un percorso che ha origine dai fallimenti degli anni Ottanta. “In quel periodo si parlava del progetto parallelo per la Garfagnana, il cosiddetto progetto Salt 2. Non solo furono progettati i lavori, ma anche presi in appalto ed iniziati, a tal punto che fu necessario risarcire anche le aziende che li avevano presi in appalto. Si dovette perfino smontare il viadotto già costruito a San Concordio lasciando la piccola strada di collegamento, una variante alla statale del Brennero. Questo fu il principale dispiacere amministrativo di mio padre (Piero Baccelli, ndr). Infatti, per vari motivi, era un progetto migliore sia dal punto di vista funzionale che da quello delle misure di mitigazione ambientale, anche perché da allora si è continuato a costruire mentre allora c’era più spazio. Inoltre era interamente finanziato dalla Salt, che all’epoca era di un terzo dei Comuni, di un terzo delle Casse di Risparmio e di un terzo dei privati“.

“Si arriva al 2005 – prosegue – quando ci fu il parere negativo della provincia di Lucca, in linea con il parere negativo di Lucca e Capannori per il cosiddetto Lotto Zero, che prevedeva un ramo
2026-01-30 12:13:00