

Venerdì sera (30 gennaio), nella sala consiliare del Municipio di Capannori, si è tenuta un’assemblea pubblica di grande partecipazione, organizzata dal Forum per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini.
L’incontro aveva due obiettivi chiari: spiegare ai cittadini le ragioni dell’appello al Tar, presentato all’inizio dell’anno, e lanciare ufficialmente la raccolta fondi per coprire le spese legali.
Numerosi rappresentanti delle associazioni locali hanno preso la parola all’assemblea, da anni impegnati nella difesa del territorio e nella promozione di una mobilità sostenibile. Un fronte largo e determinato, unito dalla volontà di fermare un progetto inutile e dannoso.
Sono stati illustrati in dettaglio i motivi dell’appello. “Il primo, gravissimo, riguarda la forzatura che ha permesso di includere una semplice strada extraurbana – afferma il Forum per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini – priva di qualsiasi valore strategico, tra i progetti di preminente interesse nazionale. Un’operazione costruita ad arte per ottenere procedure accelerate, ridurre al minimo le protezioni ambientali e aggirare i cittadini, anche attraverso un commissariamento altrettanto illegittimo. Non meno gravi sono i difetti della Valutazione di Impatto Ambientale, ormai svuotata di ogni efficacia, e la totale incoerenza del progetto rispetto agli obiettivi di programmazione. Il progetto iniziale prevedeva un’arteria tangenziale di 30 chilometri, al costo di 78 milioni di euro. Oggi ne rimane solo un tratto di appena 7 chilometri, che non arriva nemmeno al casello autostradale e non risolve alcun problema di traffico. In compenso, il costo è salito fino a 179 milioni di euro. Un fallimento sotto ogni punto di vista”.
L’assemblea “ha espresso un giudizio fortemente negativo sulle posizioni pubbliche assunte dal Sindaco di Lucca e dall’Assessore ai lavori pubblici, ritenute superficiali, politicamente strumentali e totalmente sconnesse dai dati oggettivi emersi negli anni. Dichiarazioni che alimentano uno scontro istituzionale inutile e che ignorano deliberatamente gli impatti ambientali e territoriali del progetto”.
“È ormai evidente – prosegue il Forum – che l’unica ragione per cui si continua a spingere questa infrastruttura è la disponibilità di finanziamenti. Lo ha affermato apertamente anche Stefano Baccelli, che ha puntato il dito contro il Comune di Capannori, accusando ingiustamente il Sindaco di difendere gli interessi del proprio territorio. Durante la serata sono stati presentati anche i dati emersi dall’inchiesta pubblica. Dati mai smentiti, che dimostrano come la realizzazione parziale del progetto provocherebbe un aumento del traffico del 68 per cento nella zona centrale di Capannori. Di fronte a numeri così chiari, Capannori non aveva alternative : ha fatto bene a resistere e a non cedere alle pressioni. Stefano Baccelli, che ignora il concetto di mobilità sostenibile, rimasto negli anni 80 del secolo scorso, sa benissimo che il sindaco di Capannori ha agito coerentemente con quello che aveva sostenuto nella conferenza dei servizi e sa anche che qualora fosse realizzato il Moncone (Ponte a Moriano – Antraccoli) il centro di Capannori sarebbe soffocato dal traffico pesante”.
“Il percorso di opposizione non si ferma all’appello. È in corso anche una petizione europea, che continua il suo iter a Bruxelles e che conferma la validità delle nostre ragioni. Se venisse accertata la violazione delle direttive europee sulla tutela del territorio, l’Italia rischierebbe una procedura di infrazione. A rafforzare ulteriormente il quadro – specifica il Forum – è stato recentemente presentato uno studio svolto in collaborazione con l’Università di Trieste, che sarà presentato in un prossimo evento pubblico”.
“Non possiamo accettare che siano spesi 179 milioni di euro (25 milioni a chilometro) per un progetto inutile e dannoso, una vera barriera nella Piana di Lucca, che, nel caso di eventi meteorologici straordinari, causati dal cambiamento climatico, potrebbe creare gravi dissesti idrogeologici. Andremo avanti con determinazione, utilizzando ogni strumento possibile per fermare il progetto degli Assi Viari e per costruire alternative concrete: soluzioni di mobilità meno impattanti, più efficaci e molto meno costose”, conclude il Forum.
2026-02-01 13:50:00