
La più giovane scriveva poesie che stamane – spiega Gioia Giuliani, preside della scuola media di Camigliano (Lucca) – i suoi compagni di classe stanno raccogliendo.
«Persone per bene, oneste. Persone che lavorano, che aiutano gli altri». A Porcari – dove una caldaia difettosa ha probabilmente sterminato una famiglia – tutti parlano così dei Kola.
Arti Kola, 48 anni, nato in Albania, era arrivato in Italia una decina di anni fa dalla Grecia. Aveva poi portato con sé la moglie Jonida, 48 anni, il figlio Hajdar, 22 anni e la figlia Xhesika di 15 anni.
La più giovane, scriveva poesie. Poesie che, come spiega Gioia Giuliani, preside della scuola media di Camigliano (Lucca), «i suoi compagni di classe stanno raccogliendo. Jessica, come la chiamavamo noi, era una ragazza molto dolce che stava seguendo il suo percorso scolastico con passione e impegno».
Sognav a diventare parrucchiera come una sua cugina che vive a Padova.
«Voleva diventare parrucchiera come una sua cugina che vive a Padova», dice la zia Mira che non riesce a smettere di piangere.
Hajdar era «un ragazzo dolcissimo e un grande lavoratore. Ci sentivamo spesso e non aveva altro scopo che aiutare la famiglia e i suoi genitori», racconta il cugino Durim che è arrivato questa mattina da Modena non appena ha saputo della tragedia.
Il giovane, che aveva studiato idraulica in un istituto superiore di Lucca, lavorava come elettricista in un’azienda locale. «Mai in ritardo, mai una scusa. Un ragazzo puntuale, un lavoratore all’antica», racconta un suo collega.
Arti lavorava come verniciatore. «Erano arrivati nel quartiere di Rughi, dove vivevano, solo da qualche mese. Prima vivevano in un’altra zona di Porcari – spiega un vicino – Avevano comprato la casa tre anni fa e la stavano ristrutturando poco a poco: era quasi pronta. Arti era un uomo buono, che si preoccupava degli altri».
Jonida era una casalinga e aveva dedicato la sua vita alla famiglia. «Veniva a comprare il pane tutti i giorni ed era una persona molto gentile: mai una parola polemica, ma sempre un sorriso per tutti», la descrive la proprietaria del negozio che è più o meno di fronte alla casa della tragedia.
Una tragedia che colpisce una comunità che non ha dimenticato un precedente drammatico quando 34 anni fa un’altra famiglia di 4 persone fu sterminata sempre dal monossido di carbonio.
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2026-02-05 20:56:00