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“I file di Epstein” e Lucca: una trattativa mai conclusa per la Villa Reale di Marlia

Nei vasti archivi del caso Epstein – milioni di documenti declassificati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti – emergono anche collegamenti inaspettati alla Toscana e, in particolare, a Lucca. Tra email, rapporti e corrispondenza interna si scopre un evento fino ad ora sconosciuto: il tentativo, poi fallito, del finanziere americano Jeffrey Epstein di inserirsi nelle trattative per l’acquisto della Villa Reale di Marlia, uno dei complessi storico-artistici più importanti della zona di Lucca.

Villa Reale di Marlia

Secondo quanto risulta dai documenti, due uomini dell’entourage di Epstein arrivano all’aeroporto di Pisa nel dicembre del 2012, noleggiano un’auto e si dirigono verso Lucca. La loro destinazione è Marlia, per una visita alla Villa Reale, in quel periodo sul mercato dopo la decisione della famiglia romana Pecci Blunt – proprietaria dal 1923 – di sbarazzarsi del complesso diventato troppo costoso da mantenere nonostante il suo enorme valore storico e artistico.

La figura di collegamento tra Epstein e i proprietari è Richard Steeve Giraud, un agente immobiliare di alto livello che conosce personalmente il finanziere. La segnalazione arriva da un intermediario che descrive la villa come “la miglior casa in Toscana”, evidenziando tra i precedenti proprietari Elisa Bonaparte, Principessa di Lucca e sorella di Napoleone.

La trattativa si sviluppa in tempi strettissimi. Giraud esorta più volte Epstein a muoversi velocemente, proponendo anche l’intervento di un architetto fiorentino che conosce bene il complesso. Ma il tempo lavora contro il finanziere americano poiché c’è un altro potenziale acquirente pronto a presentarsi dal notaio per versare l’acconto su un’offerta di 10 milioni di euro.

Epstein si lamenta per la poca notifica: “Steve, non ho tempo”, ma conferma di essersi organizzato in fretta: “I miei due assistenti sono già sull’aereo”. L’obiettivo era di inserirsi nelle trattative all’ultimo minuto per ottenere la proprietà a condizioni ritenute vantaggiose, considerando anche che la maggior parte degli arredi – il 99%, come si legge nelle email – era inclusa nella vendita.

La loro corsa, tuttavia, si conclude senza successo: tra il 2014 e il 2015, la Villa Reale passa ai suoi attuali proprietari, gli imprenditori svizzeri Marina Gronberg e Paul Heric.

Curiosamente, la parola Lucca appare almeno 25 volte negli Epstein file. Nella maggior parte dei casi, si tratta di riferimenti marginali, non legati a questioni immobiliari o finanziarie: il nome appare, ad esempio, in relazione a un cane chiamato Lucca, di cui Epstein riceve alcune foto nel 2013, o a oggetti di design, come uno specchio modello Lucca Leaner acquistato nel 2015 per la sua casa di New York. Solo una piccola parte dei documenti, invece, ricostruiscono le trattative immobiliari.

Viareggio nei file: citazioni tecniche relative alla nautica

Anche accanto a Lucca, Viareggio appare più volte nei documenti, ma in un contesto completamente diverso. Le citazioni della città riguardano esclusivamente aspetti tecnici e documentali legati alla nautica.

Viareggio è menzionata principalmente nei registri navali degli yacht citati nei documenti, come il Te Manu o lo Starfire. Essendo queste imbarcazioni costruite nei cantieri del porto, i certificati includono il nome dei costruttori e la città di origine. Questi sono dati tecnici immutabili, che collegano lo yacht al luogo del varo.

Altre citazioni compaiono nelle email di gestione dell’equipaggio, dove Viareggio è indicata come punto di riferimento fisico: “partenza da Viareggio”, “al cantiere”, in riferimento a lavori di manutenzione o all’imbarco del personale. Questi sono, anche in questo caso, riferimenti puramente logistici e industriali, legati al settore produttivo di Viareggio, punto di riferimento mondiale per la costruzione e la manutenzione di grandi yacht, indipendentemente dal nome del proprietario.

2026-02-06 14:37:00