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Porcari non si ritira e non si arrende: ‘Faremo appello al Consiglio di Stato contro l’impianto di Salanetti’

PORCARI Il fatto che sia una tecnologia sperimentale, la sostenibilità economica e le prescrizioni imposte per l’autorizzazione. Sono i tre aspetti su cui si concentra il Comune di Porcari per il ricorso al Consiglio di Stato riguardo alla questione del via libera per l’impianto di Salanetti, situato al confine tra Capannori e Porcari, per il riciclaggio dei prodotti assorbenti destinati all’igiene personale e degli scarti tessili. Il Comune di Porcari non considera conclusa la questione. Dopo la sentenza del Tar della Toscana che ha confermato l’autorizzazione regionale, l’amministrazione ha incaricato i suoi legali di analizzare la decisione in vista di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato.

“La nostra posizione non cambia: le perplessità ci sono ancora e controlleremo ogni margine di contestazione per proteggere il territorio – commenta il sindaco Leonardo Fornaciari – tra gli argomenti principali c’è la natura sperimentale dell’impianto. Un punto che il Tar ha riconosciuto come specifico e che per l’amministrazione non rappresenta una garanzia. Non crediamo – aggiunge il sindaco – che il nostro territorio debba sopportare i rischi legati a una tecnologia non consolidata”. Un’altra questione è la sostenibilità economica del progetto. Nonostante il Comune consideri adeguate le valutazioni regionali, la sentenza non avrebbe chiarito, secondo la municipalità, l’effettiva esistenza di un mercato stabile per il prodotto secondario creato, privo di accordi industriali che ne garantiscano l’assorbimento. “Se manca un mercato stabile – continua Fornaciari – l’equilibrio economico potrebbe poggia su basi instabili, con possibili ripercussioni sui cittadini”. Rimane inoltre aperta la questione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione regionale, che comporterebbero modifiche e adeguamenti con impatti sui costi e sul funzionamento. Il Comune ha quindi presentato una richiesta di accesso agli atti per controllare i tempi e le modalità con cui il cda di RetiAmbiente ha deliberato eventuali costi extra e quale copertura finanziaria sia stata prevista. “L’investimento supererà il contributo Pnrr inizialmente previsto: chi coprirà la parte in eccesso e con quali effetti sulle tariffe. Non possiamo accettare che a pagare siano famiglie e imprese”.

Massimo Stefanini

2026-02-13 06:26:00