
Lucca, 19 febbraio 2026 – C’è una ragione in più, questa volta, per sentirsi fieri di essere lucchesi. Domani il Cinema Centrale ospiterà la presentazione di “La gioia”, con un cast eccezionalmente pronto a incontrare il pubblico. Saranno presenti in sala il regista Nicolangelo Gelormini, gli attori Jasmine Trinca e Saul Nanni e, soprattutto, la sceneggiatrice lucchese Benedetta Mori, che ha scritto la storia insieme a Giuliano Scarpinato. Diplomata nel 2018 al Biennio Cinema della Scuola Holden, Benedetta torna a casa con un film che porta anche la sua voce, la sua sensibilità, il suo punto di vista. La sceneggiatura, basata sull’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento”, ha vinto nel 2021 il Premio Franco Solinas per il miglior lungometraggio, consacrandola come una delle firme più interessanti del panorama nazionale.
Come è nata la sua passione per la scrittura? So che è stata anche stagista de La Nazione…
«Da quello che mi dicono ho iniziato a parlare molto presto. Forse perché sono figlia unica ed ero sempre circondata da adulti, ma anche perché i miei genitori mi hanno letto moltissimi libri e fumetti. Sognavo di diventare giornalista, per questo ho svolto uno stage a La Nazione. Poi mi sono laureata in relazioni internazionali, ma dopo un discorso illuminante con il preside ho capito che dovevo cambiare strada e scegliere il cinema. In fondo, quella era sempre stata la mia direzione».
Da lucchese, che effetto le fa presentare il film nella sua città?
«Sono molto felice, è un’immensa soddisfazione. È anche un’occasione per passare un po’ più di tempo con la mia famiglia. Sono contenta che l’evento, già esaurito, abbia fatto tornare la gente al cinema, cosa che oggi non è affatto scontata. Il pubblico di Lucca è sempre stato attento ed educato».
Parlare di “gioia” in un periodo difficile come questo è quasi una sfida. Quale tipo di messaggio spera arrivi al pubblico?
«La gioia è un concetto relativo, soprattutto nel film. Per la protagonista c’è nei piccoli gesti, per un altro personaggio può essere un semplice 6 in un compito, che per altri sarebbe un fallimento. Credo che il film inviti a osservare chi riesce a trovare la gioia nei dettagli. Ogni incontro con il pubblico fa emergere qualcosa di diverso. Spero che rimangano impressi ricordi profondi: sembra quasi una favola, una storia assurda, ma è in realtà una storia vera».
Guardando al futuro, quali sono i suoi prossimi progetti?
«Sto lavorando a un film ispirato alla vita di Santa Zita. Un progetto ambizioso che ho in mente da qualche anno e che aspetta solo di diventare realtà».
2026-02-19 03:00:00
