
Roma — La polemica sul Loop Tour si trasforma in una gara di cifre. Macklemore, escluso dal tour nordamericano di Ed Sheeran dopo il discorso pro Palestina e l’esecuzione di Hind’s Hall, annuncia di donare 1 milione di dollari — l’intero guadagno netto dei suoi show di apertura — a sei organizzazioni che operano a sostegno della popolazione palestinese. Poche ore dopo arriva la contromossa: Sheeran chiama Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium, e gli chiede di stanziare 2 milioni. Kraft accetta e rilancia: l’obiettivo, con il cantante britannico, è arrivare a 4 milioni e coinvolgere altri proprietari di impianti sportivi.
«Con tutto quello che è successo nelle ultime 48 ore, voglio riportare la conversazione dove deve stare: al popolo palestinese», ha scritto Macklemore su Instagram. Il rapper di Seattle (Benjamin Hammond Haggerty) elenca i destinatari della sua donazione: PCRF – Palestine Children’s Relief Fund, Heal Palestine, Gaza Soup Kitchen, Medical Aid for Palestinians, UNRWA USA National Committee e Anera. «Firmare un assegno è una delle forme meno gravose di solidarietà che posso fare», aggiunge, precisando però che «i soli aiuti non bastano» e che serve «un cambiamento politico immediato».
Lo scontro era esploso sul palco del MetLife Stadium (4 settembre): discorso per la «Palestina libera», brano ispirato alla piccola Hind Rajab uccisa a Gaza, e poi l’uscita dal tour. A ritirarsi, secondo le ricostruzioni, sono stati anche altri artisti di supporto. Roger Waters, tra gli altri, aveva preso posizione. Ora la narrativa cambia: non più solo ritorsione commerciale, ma una sfida pubblica sulla destinazione dei soldi.
Kraft, miliardario ebreo e co-fondatore della Foundation to Combat Antisemitism, risponde su Instagram senza eludere il punto. «Poco fa, prima che Macklemore mi sfidasse a eguagliare la sua donazione, Ed mi ha chiamato e mi ha chiesto di stanziare 2 milioni di dollari», scrive il proprietario del Gillette Stadium. Il comunicato non indica le organizzazioni scelte da Kraft e Sheeran, ma chiarisce la linea: «Credo fermamente che tutte le vite meritino di essere protette» e ricorda iniziative «che hanno spinto giovani palestinesi e israeliani ad avviare insieme attività imprenditoriali».
Sheeran, da parte sua, resta sullo sfondo mediatico ma risulta il perno della mediazione: è lui a telefonare a Kraft e a proporre di raddoppiare rispetto alla cifra del rapper. L’effetto è immediato — titoli, post e contro-post — e sposta il focus dal “chi ha cacciato chi” al “chi mette più soldi sulla crisi umanitaria”. Un giro di boa utile agli artisti e agli sponsor, ma che lascia aperte le domande politiche sollevate da Macklemore sulla libertà e sulla dignità dei palestinesi.
Per il pubblico italiano la storia arriva nel pieno del Loop Tour e delle polemiche già seguite sui social: da un lato il gesto di Macklemore (1 milione netto, sei ong nominate per nome), dall’altro la mossa Sheeran-Kraft (2+2 milioni in cantiere, altri proprietari da contattare). Numeri da prima pagina, VIP da copertina, e una gara di beneficenza nata proprio dal litigio che aveva fatto saltare il rapper dal tour.
Fonte: Sky TG24 — riscrittura originale altopascio.info
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