Press ESC to close

La Bestia: intervista indimenticabile a Lucca 2024

Il 1° Novembre al Cinema Centrale di Lucca, a nome di I Wonder che ha presentato The Beast, Simone Soranna ha moderato l’incontro tra il regista Bertrand Bonello e Lorenzo LRNZ Ceccotti:

“Ho riflettuto molto su come introdurre questo incontro e sono arrivato a una parola, passione. Credo che il Lucca Comics sia un festival pervaso da passione, penso che il lavoro di I Wonder Pictures sia sempre guidato da una grande passione per il cinema e penso anche, un po’ egoisticamente, che la mia passione per la settima arte sia dovuta anche al regista che sta per presentare il film oggi. Un caloroso applauso e un sentito ringraziamento a Bertrand Bonello! E nel nome della passione abbiamo invitato a porre delle domande appassionate Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ.”

The beast

Analizziamo The Beast con le interessanti risposte dell’autore

LRNZ inizia con delle domande tecniche, sottolineando che The Beast si sviluppa su tre linee temporali molto differenti tra loro, si potrebbe definire un film in costume al cubo, e chiede come è stato risolto il problema del passaggio tra le varie epoche dal punto di vista della creazione delle immagini. Bertrand Bonello ha affermato:

“Grazie per questa introduzione, la risposta è molto semplice: non ho mai lavorato così tanto a una sceneggiatura di un film, ci sono state addirittura trenta versioni, ma ciò che vedete è il film stesso, non c’è un lavoro eccessivo di montaggio. La cosa più complicata è fare di tre epoche un’unica entità e unire questi tre aspetti e farli diventare un tutt’uno. Oltre ad un mix di epoche c’è stata proprio la volontà di fare un mix di generi, quindi non compartimenti stagni, non solo fantascienza, non solo melodramma, ma tutto mescolato.

Poi abbiamo riflettuto su come montare queste epoche insieme, la decisione è stata presa: il presente nel 2044 è rappresentato in un formato quadrato, poi siamo passati a un formato 1,85:1. Abbiamo deciso di girare le scene del 1910 in 35 millimetri e le parti di Louis del 2044 e del 2014 in digitale. Avevo proprio bisogno di più sensualità nella pellicola del 1910. E poi dobbiamo sempre porci questa domanda: cosa avrà bisogno di più la scena adesso? Non solo in termini tecnici, ma anche in termini di sentimenti.”

The beast: indimenticabile intervista a lucca 2024
Poster di the beast

Poi LRNZ pone l’accento sul metalinguaggio dei generi, dei formati e della messa in scena in The Beast e voleva sapere dall’autore come ha gestito il cinema in maniera così completa dal punto di vista dei supporti e dei formati:

“Sì, mi pongo sempre la questione di cosa sia l’immagine cinematografica perché viviamo costantemente immersi in un flusso di immagini e quindi mi devo sempre chiedere: cosa distingue l’immagine del cinema. Non posso dire che un’immagine a 35mm corrisponde al cinema mentre un’immagine su Youtube no, non posso fare questa distinzione: per me un’immagine cinematografica è quando è quadrata, studiata e inserita all’interno di un racconto.”

The beast: indimenticabile intervista a lucca 2024

Ceccotti ha poi avuto una domanda per il regista puro di The Beast, che dirige gli attori: è stato molto colpito dall’attrice protagonista che sembra sempre lo stesso personaggio, ma osservato attraverso un prisma, che ne scompone gli aspetti della personalità. Ha chiesto come sia stato possibile ottenere questa definizione così nitida dei vari aspetti del personaggio lavorando con un’attrice straordinaria come Léa Seydoux:

“Credo che i personaggi siano per metà il risultato di ciò che scrivo e per metà della persona stessa, di quello che quella persona apporta al personaggio. ‘The Beast’ è la storia di una coppia che si ritrova più volte in tre epoche diverse e mi piaceva particolarmente il fatto che Léa fosse sempre la stessa; al contrario il suo compagno, George, è sempre diverso e questo è stato un modo per trovare un filo rosso attraverso le epoche. Ho scelto Léa perché è eterna, senza tempo: può essere nel futuro e nel passato; e l’ho scelta perché rappresenta l’emblema di questo film.”

L’intervistatore ha poi ricordato che Bertrand Bonello ha anche composto la colonna sonora di The Beast: quest’ultimo ha spiegato che ha realizzato il suono mentre scriveva la sceneggiatura del film, “tutto viene insieme e io ho la fortuna di essere nato come musicista”. Un altro argomento interessante in The Beast è il rapporto con la tecnologia ed è stato chiesto al regista se questo film rappresenta una proiezione neutra verso il futuro, se è un monito contro l’intelligenza artificiale o semplicemente un punto di vista:

“Innanzitutto sono molto contento perché penso che un film debba sollevare più domande rispetto alle risposte che può dare. Quando ho iniziato a scrivere mi sono molto informato con specialisti sul tema dell’intelligenza artificiale. Secondo me, i veri problemi dell’intelligenza artificiale arriveranno tra 15/20 anni, quindi nel futuro. Quando ho presentato il film al festival di Venezia nel 2023 eravamo in pieno sciopero degli attori di Hollywood a causa dell’intelligenza artificiale ed è diventato improvvisamente più attuale di quanto pensassi.

È la prima volta che realizzo un film di fantascienza e mi sono reso conto che la fantascienza dovrebbe inventare il mondo di domani, ma permette anche di esprimere le paure di oggi, siano esse positive o negative. Tuttavia, il tema principale era il rapporto tra tecnologia e uomo.”

The beast: indimenticabile intervista a lucca 2024

Alla fine, Simone Soranna ha voluto sottolineare come The Beast sia un’opera sentimentale e ha chiesto al regista come ha gestito l’equilibrio tra quest’aspetto e tutti gli altri analizzati precedentemente in quest’incontro:

“Sono contento che tu abbia evidenziato l’aspetto sentimentale di questo film. Penso che questo film sia come una millefoglie, quindi ha diversi strati; è una storia semplice, raccontata in modo complesso, ma alla base il sentimento è semplice ed è anche duplice, amore e paura, e volevo amplificarlo al massimo.”

2024-11-09 20:00:00